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Rush finale al cantiere Asproni, i tecnici: «Il vecchio liceo di Nuoro ora è più sicuro»

di Alessandro Mele

	Il cantiere al liceo Asproni (servizio fotografico di Massimo Locci)
Il cantiere al liceo Asproni (servizio fotografico di Massimo Locci)

Il presidente della Provincia, Giuseppe Ciccolini: «Presto lo stabile tornerà a disposizione degli studenti»

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Nuoro Chiusa dal 2023 per lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, la sede storica del liceo Classico “Giorgio Asproni” di via Dante sta per tornare ad essere popolata da studenti, insegnanti e personale. Dopo quasi tre anni di peripezie, infatti, gli interventi, avviati per risolvere delle criticità strutturali dentro l’edificio costruito tra il 1931 e il 1934 e inaugurato ufficialmente nel 1937, sono arrivati alla loro fase conclusiva. Tempistiche? «Non diamo ancora una data precisa, è anche un fatto di scaramanzia – commenta il presidente della Provincia, Giuseppe Ciccolini –. Ma l’obbiettivo è quasi raggiunto. L’edificio, al netto della palestra che sarà oggetto di interventi che saranno avviati in un secondo momento, sta per tornare a disposizione degli studenti».

E a passeggiare nel cantiere dell’Asproni, aperto per una visita in esclusiva concessa a La Nuova Sardegna, la sensazione è proprio quella che il traguardo sia molto vicino. Tra quelle aule che raccontano la storia della città, ciò che salta più all’occhio è un lavoro capace di raggiungere un risultato non scontato: quello di far conciliare le norme vigenti in tema di sicurezza con le caratteristiche strutturali di uno spazio pensato e progettato quasi un secolo fa. «Ogni lavoro di adeguamento è stato autorizzato dalla Soprintendenza – spiega l’architetto Franco Niffoi, progettista e direttore dei lavori –, a partire dalla scelta di montare delle tubature a vista per l’impianto di riscaldamento dell’edificio alimentato da una centrale termica a gasolio. Un intervento necessario, questo, a superare la mancanza di una certificazione dell’impianto elettrico e antincendio che in passato avrebbe potuto determinare la chiusura della scuola».

Le nuove tubature sono a vista nelle aule, negli uffici e nei corridoi ma dietro una scelta che non premia l’estetica c’è un intento conservativo. «Quello di evitare un intervento invasivo – spiega sul punto Niffoi – che ci avrebbe costretto a sventrare le murature storiche. Lo stesso vale per l’impianto antincendio di spegnimento a secco visibile all’esterno. Anche in questo caso si tratta di una soluzione autorizzata dalla Soprintendenza e coordinata alle esigenze dei vigili del fuoco». Per il resto, l’antico e il moderno sono perfettamente integrati.

«A partire dai nuovi bagni – conclude il progettista – oggi a misura anche di studenti affetti da disabilità; per arrivare all’impianto di illuminazione per il quale, dove mancavano, abbiamo aggiunto dei fari di ultima generazione alle lampade storiche. Infine siamo riusciti a salvare gli antichi infissi con delle soluzioni innovative che ci hanno permesso di integrare le vecchie porte, come nel caso dell’aula magna, con i classici maniglioni antipanico. Le uscite di sicurezza sono state implementate e abbiamo evitato di dover sostituire il portone dell’ingresso principale».

L’archivio storico, intanto, è salvo «ed è conservato nei capannoni della Taulara, a Pratosardo», confermano dalla Provincia e dalla dirigenza scolastica dell’Asproni, spegnendo le voci di un progressivo deterioramento di vecchie pagelle e faldoni dovuto a una cattiva conservazione dei documenti nella palestra. Qui, in effetti, restano solo pochi vecchi volumi ben inscatolati. «Un grande lavoro in condizioni difficili – affermano Giuseppe Ciccolini e la vicepreside del liceo Asproni, Maria Grazia Picconi –, non era facile, infatti, far combaciare la modernità con gli elementi storici. La collaborazione positiva tra le due istituzioni è stata determinante a risolvere una situazione annosa, ma l’obbiettivo era solo quello di poter restituire il prima possibile la scuola agli studenti e un presidio culturale alla città e al territorio».

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