Rush finale al cantiere Asproni, i tecnici: «Il vecchio liceo di Nuoro ora è più sicuro»
Il presidente della Provincia, Giuseppe Ciccolini: «Presto lo stabile tornerà a disposizione degli studenti»
Nuoro Chiusa dal 2023 per lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, la sede storica del liceo Classico “Giorgio Asproni” di via Dante sta per tornare ad essere popolata da studenti, insegnanti e personale. Dopo quasi tre anni di peripezie, infatti, gli interventi, avviati per risolvere delle criticità strutturali dentro l’edificio costruito tra il 1931 e il 1934 e inaugurato ufficialmente nel 1937, sono arrivati alla loro fase conclusiva. Tempistiche? «Non diamo ancora una data precisa, è anche un fatto di scaramanzia – commenta il presidente della Provincia, Giuseppe Ciccolini –. Ma l’obbiettivo è quasi raggiunto. L’edificio, al netto della palestra che sarà oggetto di interventi che saranno avviati in un secondo momento, sta per tornare a disposizione degli studenti».
E a passeggiare nel cantiere dell’Asproni, aperto per una visita in esclusiva concessa a La Nuova Sardegna, la sensazione è proprio quella che il traguardo sia molto vicino. Tra quelle aule che raccontano la storia della città, ciò che salta più all’occhio è un lavoro capace di raggiungere un risultato non scontato: quello di far conciliare le norme vigenti in tema di sicurezza con le caratteristiche strutturali di uno spazio pensato e progettato quasi un secolo fa. «Ogni lavoro di adeguamento è stato autorizzato dalla Soprintendenza – spiega l’architetto Franco Niffoi, progettista e direttore dei lavori –, a partire dalla scelta di montare delle tubature a vista per l’impianto di riscaldamento dell’edificio alimentato da una centrale termica a gasolio. Un intervento necessario, questo, a superare la mancanza di una certificazione dell’impianto elettrico e antincendio che in passato avrebbe potuto determinare la chiusura della scuola».
Le nuove tubature sono a vista nelle aule, negli uffici e nei corridoi ma dietro una scelta che non premia l’estetica c’è un intento conservativo. «Quello di evitare un intervento invasivo – spiega sul punto Niffoi – che ci avrebbe costretto a sventrare le murature storiche. Lo stesso vale per l’impianto antincendio di spegnimento a secco visibile all’esterno. Anche in questo caso si tratta di una soluzione autorizzata dalla Soprintendenza e coordinata alle esigenze dei vigili del fuoco». Per il resto, l’antico e il moderno sono perfettamente integrati.
«A partire dai nuovi bagni – conclude il progettista – oggi a misura anche di studenti affetti da disabilità; per arrivare all’impianto di illuminazione per il quale, dove mancavano, abbiamo aggiunto dei fari di ultima generazione alle lampade storiche. Infine siamo riusciti a salvare gli antichi infissi con delle soluzioni innovative che ci hanno permesso di integrare le vecchie porte, come nel caso dell’aula magna, con i classici maniglioni antipanico. Le uscite di sicurezza sono state implementate e abbiamo evitato di dover sostituire il portone dell’ingresso principale».
L’archivio storico, intanto, è salvo «ed è conservato nei capannoni della Taulara, a Pratosardo», confermano dalla Provincia e dalla dirigenza scolastica dell’Asproni, spegnendo le voci di un progressivo deterioramento di vecchie pagelle e faldoni dovuto a una cattiva conservazione dei documenti nella palestra. Qui, in effetti, restano solo pochi vecchi volumi ben inscatolati. «Un grande lavoro in condizioni difficili – affermano Giuseppe Ciccolini e la vicepreside del liceo Asproni, Maria Grazia Picconi –, non era facile, infatti, far combaciare la modernità con gli elementi storici. La collaborazione positiva tra le due istituzioni è stata determinante a risolvere una situazione annosa, ma l’obbiettivo era solo quello di poter restituire il prima possibile la scuola agli studenti e un presidio culturale alla città e al territorio».
