Pittorra: «No a Pratosardo dentro il Cip di Nuoro. Pronti a occupare il Comune»
Il presidente del Consorzio operatori: «Il futuro dell’area produttiva dipenderà dalla decisione della maggioranza Fenu»
Nuoro «La città e l’area di Pratosardo dentro il Consorzio industriale provinciale? Assolutamente no. Per noi si tratterebbe di un clamoroso passo all’indietro e per questo rimarremo fermi sulla nostra posizione iniziale». Sono le parole del presidente del consorzio di operatori di Pratosardo, Giampiero Pittorra, interpellato da La Nuova Sardegna suoi nuovi clamorosi scenari che riguardano il futuro gestionale della vecchia zona industriale di Nuoro.
Come un fulmine a ciel sereno calato dall’alto, infatti, quella di un nuovo soggetto gestore guidato dal Comune, come era stato stabilito da una delibera di Consiglio datata 2022 (giunta Soddu), sembra non essere più l’unica soluzione sul tavolo. Sul punto, come è noto, si fanno sempre più insistenti le voci relative a una inaspettata annessione di Pratosardo al Consorzio industriale provinciale (Cip), insieme a Ottana, Siniscola e il Sologo.
Pittorra, siete stati chiamati recentemente in audizione dall’amministrazione comunale. Ha avuto la sensazione che la strada della nascita di nuovo soggetto gestore sia stata definitivamente abbandonata?
«Abbiamo avuto la percezione che la partita sia ancora aperta. Durante la nostra audizione, infatti, si è discusso sulla forma più idonea per la governance. Noi abbiamo ribadito la nostra visione e la volontà di continuare sulla strada già tracciata quattro anni fa. Per quanto ci riguarda la partita resta aperta».
Qual’è la vera priorità?
«È fondamentale che le aree di Pratosardo tornino nella piena competenza del Comune. Lo stesso dicasi per la gestione, che deve vedere il municipio come capofila di una realtà più ampia e capace di coinvolgere soggetti come la Provincia o la Camera di commercio. Per il resto è importante che a noi operatori venga dato potere decisionale. Possiamo giocare un ruolo fondamentale in materia di visione progettuale e promozione dell’area».
Cosa vi spinge a rifiutare in maniera così categorica la prospettiva di un ingresso nel Consorzio industriale provinciale?
«Confluire all’interno del Cip rappresenterebbe una sconfitta per lo stesso Comune. Oltre ad avere un curriculum non proprio esaltante, non porterebbe alcun benefizio alla zona industriale, anzi, c’è il rischio concreto che per gli operatori di Pratosardo si moltiplichino le spese tra tasse comunali e nuovi oneri consortili».
Eppure questa nuova prospettiva sembra avere un qualche fondamento.
«Noi, come detto, non cambiamo idea, consapevoli del fatto che davanti a situazioni del tutto nuove, il nostro futuro si deciderà attraverso un voto del consiglio comunale. Attendiamo di conoscere la decisione di questa maggioranza, ma noi non staremo immobili e a stretto giro convocheremo di nuovo l’assemblea degli operatori che comunque hanno già ribadito al Comune le proprie rassicurazioni sul futuro».
Ad esempio?
«La comunità energetica. La nuova realtà “Sardegna energia” sta andando avanti e rappresenta una delle soluzioni per il futuro. Anche in nome di questo non capisco perché il Cip sia rientrato nel gioco. Per noi il Consorzio provinciale non dovrebbe entrare neanche nell’organigramma del nuovo soggetto gestore guidato dal Comune. Non ne trovo l’utilità. Il rischio è quello di cadere dalla padella alla brace. Le forze politiche ragionino e si schiariscano le idee».
Parliamo di oneri consortili. È vero che gli operatori di Pratosardo hanno un milione di euro di debiti con il Consorzio regionale?
«Per 18 anni non è stato erogato nessun servizio, è normale che gli operatori poi si stanchino. Comunque nessuno ha o aveva problemi a pagarli, parliamo di massimo 300 euro l’anno. È stata una forma di protesta. L’area versa in condizioni disastrose perché loro hanno scelto di licenziare anche i manutentori. C’è anche un contenzioso aperto: le voci che in fattura parlano di oneri di manutenzione sono fasulle. Da anni le strade sono al buio e del tutto insicure. Non c’è segnaletica. I servizi stanno a zero».
Quale sarebbe la vostra risposta se a vincere fosse proprio la soluzione del Cip?
«La reazione sarebbe molto forte, a perdere sarebbe tutta la città. Nel caso occuperemo l’aula del consiglio comunale e pretenderemo dei chiarimenti. Ribadisco che noi paghiamo già i tributi comunali. Per dovere, ma anche nella speranza di una vera rinascita per Pratosardo».
