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Tossilo, sul suo futuro interviene Confindustria: «L’unica strada è il passaggio al Cip» – L’appello

di Alessandra Deledda
Tossilo, sul suo futuro interviene Confindustria: «L’unica strada è il passaggio al Cip» – L’appello

Pierpaolo Milia: «Un nuovo ente sarebbe anacronistico»

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Macomer «Il tempo a disposizione è scaduto. Le decisioni sul futuro di Tossilo, così come delle altre Zir, vanno prese nel perimetro normativo attualmente esistente, senza rincorrere modifiche legislative che, nella sostanza, servirebbero solo a moltiplicare gli enti anziché a razionalizzarli, e a perdite di tempo che il territorio non può più permettersi». Con questa netta dichiarazione Pierpaolo Milia, presidente di Confindustria Sardegna Centrale, interviene nel dibattito sul futuro della zona di interesse regionale. L’analisi parte da una situazione che si trascina da troppo tempo. Secondo Milia, il confronto rischia di «ripetere un errore: far prevalere interessi localistici, focalizzando l’attenzione su rivendicazioni municipali e micro-territoriali, perdendo di vista l'unico problema che davvero conta».

La realtà dei fatti dice che «l’area di Tossilo (così come le altre Zir di Pratosardo e Siniscola) è commissariata da 18 anni, senza che in questo lungo lasso di tempo sia stata individuata e attuata una soluzione capace di restituirle una governance stabile, una programmazione industriale credibile e un orizzonte di sviluppo. E la responsabilità è anche del territorio e della politica territoriale che non ha fatto nulla perché le cose cambiassero». «In questi 18 anni – osserva Milia – nessuna giunta regionale è stata in grado di intervenire sulla legge 10 del 2008 con un serio progetto di riforma. Oggi si affaccia nel dibattito chi avanza una proposta di modifica di quella legge: ma non per proporre una vera riforma dei consorzi industriali, di cui il sistema produttivo sardo ha assoluto bisogno, ma la creazione ex lege di un nuovo consorzio industriale provinciale nel Nuorese, con sede a Tossilo, che si aggiungerebbe al Cip già esistente con sede a Nuoro. È una proposta che non risolve il problema: lo raddoppia». Confindustria si concentra sui rischi di un eccessivo frazionamento.

«Il nostro territorio sconta da tempo un eccesso di localismo che si traduce, troppo spesso, in una cronica mancanza di unità e di decisioni. Di fronte a un problema strutturale come quello di Tossilo — spiega — immaginare un nuovo ente consortile perimetrato su base comunale o sub provinciale è francamente anacronistico». Il paragone con il resto d'Italia è immediato: «Regioni italiane con un sistema produttivo largamente superiore al nostro operano con la metà degli enti consortili oggi esistenti in Sardegna. Dove altrove si consolida e si razionalizza, da noi si invoca la proliferazione. È una contraddizione che il territorio non può permettersi». L’associazione degli industriali indica perciò un percorso basato sulle norme.

«Nel quadro normativo vigente, la soluzione più plausibile e praticabile resta il passaggio della Zir di Tossilo al Cip di Nuoro che diventerebbe il Consorzio Industriale della Sardegna Centrale, quale soggetto che dovrà essere in grado di garantire massa critica gestionale, programmazione e interlocuzione unitaria con la Regione», agendo come «una vera agenzia di sviluppo del territorio». «Non si tratta di annullare le specificità del territorio di Macomer, che vanno riconosciute e valorizzate nella governance interna del consorzio — rassicura Milia — ma di smettere di confondere l'autonomia amministrativa con la frammentazione istituzionale».

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