Nel suo terreno trova due grandi pietre con misteriose incisioni preistoriche, lo straordinario ritrovamento a Ovodda
La Soprintendenza le trasferirà a Sassari per il restauro
Ovodda Due enormi pietre istoriate. Così sembrerebbero ad una prima visione. Maestose e ricche di incisioni circolari e concentriche. Le ha individuate nei giorni scorsi in un terreno di sua proprietà mentre faceva dei lavori Vanni Sedda di Ovodda nel territorio del paese. Inizialmente sorpreso si è poi reso conto della possibile importanza che potevano avere e ha deciso di spostarle, per salvaguardarle, avvicinandole in un altro spazio a poche centinaia di metri dal luogo di ritrovamento. L’uomo ha avuto cura di avvertire la Soprintendenza che ha poi inviato due funzionarie che hanno preso visione dei reperti. Del ritrovamento è stata avvertita anche e l’amministrazione comunale.
La volontà di Vanni Sedda, raccoglitore di sughero, un omone alto e sincero, molto legato alla sua comunità e al sapere del paese barbaricino, è che i reperti non siano trasportati altrove ma che rimangano a Ovodda a disposizione di chi vuole ammirare una testimonianza dell’epoca preistorica. Sicuramente un altro tassello importante da studiare per aver maggior conoscenza dell'archeologia sarda. Ieri la Soprintendenza è tornata in paese e con un camion gru ha preso in consegna le due grandi pietre per portare nella caserma dei carabinieri. Saranno custodite dai militari prima di essere trasportate per un pronto restauro nella sede di Li Punti a Sassari della Soprintendenza.
«Spero che siano di parola. E che tornino in paese al più presto. Non sono mie, non l’ho mai nemmeno pensato. Sono un bene che appartiene alla comunità e sarebbe bello che chiunque avesse piacere di conoscerle, studiarle ed apprezzare lo facesse qua da noi a Ovodda, dove sono state ritrovate», ha detto lo scopritore Vanni Sedda. In molti hanno commentato in paese che una scoperta di questa portata non avviene mai per caso. Ci vuole un'attenzione, un amore per i dettagli del paesaggio e una conoscenza profonda del territorio che spesso non si impara sui libri, ma calpestando valli e montagna con consapevolezza. E questo è un incedere e un sentimento tipico di Vanni Sedda.
Le pietre istoriate sono grandi lastre, stele o massi di pietra lavorati dall'uomo in epoca preistorica con incisioni geometriche, coppelle (piccoli fori circolari) e simboli. Interessante quello che raffigurano. Sostanzialmente mostrano cerchi concentrici, spirali, linee rette, semicerchi, e simboli a forma di verga o uncino. In Sardegna la scoperta fatta a Ovodda risulta particolarmente interessante perché non sono tante quelle finora rinvenute nell’Isola. Al massimo una decina tutte risalenti al Neolitico Recente o al Calcolitico (tra il IV e il III millennio a.C.). Le pietre istoriate si concentrano soprattutto nel Nuorese, in particolare a Mamoiada, dove si trova la famosa Stele di Boeli (o Perda Pintà) e la vicina Stele di Garaunele. Altre tracce minori si trovano a Fonni, Orani, Sedilo e nel Sassarese. Sul loro significato esatto c’è ancora incertezza tra gli studiosi. Si pensa fossero segnacoli per indicare luoghi di culto, aree sacre o necropoli importanti. Sicuramente simboli di fertilità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
