Stagione cortissima e senza italiani

Gli hotel riescono a fare il pieno solo a Ferragosto e con ribassi del 30 per cento delle tariffe. Sotto accusa i trasporti

OLBIA. La crisi spegne le stelle degli hotel. Nell’estate della recessione i prezzi delle camere vanno giù del 30 per cento, ma la stagione del pienone si è ridotta a 20 giorni. L’ultimo fortino rimasto sono le tre settimane intorno a Ferragosto. Il resto è un lento e stanco affannare. Gli italiani sono scomparsi da spiagge e alberghi. Sardegna troppo cara per loro. E la prima fetta di estate non ha portato al miracolo. I turisti arrivano con il contagocce. «È vero gli italiani sono diminuiti – spiega l’assessore Marco Vargiu –, ma abbiamo una presenza di stranieri che ci lascia qualche margine di ottimismo. Le presenze per ora mi sembrano più o meno essere in linea con quelle del 2011. È cambiato il tipo di ospite. Come ho detto meno italiani, frenati dal costo eccessivo dei trasporti, e maggiore presenza di stranieri attirati dai low cost e dalla politica di prezzi contenuti degli hotel. Il riscontro arriva anche dall’ufficio turistico del Comune. Aperto da meno di 10 giorni ha accolto una media di 100 visitatori al giorno. Oltre il 60 per cento sono stranieri. E anche i dati dell’aeroporto segnano una diminuzione dei passeggeri di appena il 2%. La situazione è differente per il porto in cui la flessione è più marcata. E sono proprio gli italiani, quelli che arrivano in traghetto, a scegliere mete diverse. Su tutte la Puglia».

Meno ottimismo nel Consorzio degli albergatori. Nessun dramma per ora, ma l’annuncio che se nulla cambierà a ottobre c’è il rischio di vedere una parte degli hotel chiudere per sei mesi e riaccendere le loro insegne solo in primavera. «Non è un’ipotesi remota – spiega uno dei rappresentanti del Consorzio, Fabio Fiori, proprietario del Panorama –, ma al contrario è quasi una certezza per molte strutture. Di solito in questi mesi si fa il pienone e si fa cassa anche per l’inverno. Quest’anno possiamo garantire percentuali di riempimento delle strutture per un periodo troppo ristretto. Non sappiamo se riusciremo a garantire l’apertura per tutto l'anno. Siamo preoccupati di quello che accadrà dopo il 20 agosto. Manca tutto. L’estate è condizionata da numeri non eccezionali. Riempiamo le camere nei giorni caldi, ma con sconti che vanno dal 20 a 30% rispetto al listino del 2011. In queste condizioni molte strutture non potranno garantire l’apertura anche dopo ottobre. Altri hotel saranno costretti a chiudere per sempre. A penalizzarci è la totale assenza di una politica sui trasporti. Impossibile essere competitivi se per arrivare in Sardegna si devono spendere 800 euro. Tutti gli euro in più pagati per arrivare vengono sottratti al territorio. Chiedo alla politica di pensare cosa può accadere dal punto di vista dell’occupazione se non si spezza questa spirale depressiva».

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