Costa Smeralda, il Qatar rispolvera i vecchi progetti di Barrack

Sorpresa e delusione al Comune di Arzachena per le 27 proposte di ampliamento con piscina che rievocano quelle presentate dal magnate americano - FOTO

ARZACHENA. Nessun applauso, nessun sorriso di soddisfazione. Piuttosto visi tirati e sguardi dubbiosi. Quando i progetti di ristrutturazione dei 27 stazzi galluresi proposti dalla Qatar Holding vengono srotolati sul tavolo del municipio l’espressione degli amministratori comunali passa dalla curiosità alla sorpresa alla perplessità. I piani dell’emiro Al Thani per trasformare le antiche case galluresi in suite di lusso non fanno il pieno di consensi nella giunta guidata dal sindaco Alberto Ragnedda. Anche se il piano di riqualificazione degli stazzi bypassa le stanze della politica locale grazie al Piano casa, l’amministrazione ha voluto vedere le 27 idee del Qatar per dare una seconda vita alle vecchie case di Monti di Mola. E il giudizio politico non è positivo. Tra l’altro l’impronta del Qatar sulle proposte architettoniche degli stazzi nemmeno c’è. I progetti sono riciclati. Sono gli stessi presentati dall’ex padrone di Porto Cervo, Tom Barrack e datati 2008. Ipotesi edilizia neanche presa in considerazione dall’allora giunta comunale. Cinque anni fa il Ppr vietava infatti anche solo di pensare aumenti di volumetrie nelle zone agricole. Possibilità offerta invece dal Piano Casa e sfruttata subito dalla Qatar Holding attraverso la società che gestisce gli affari immobiliari dell’emiro in Costa con gli stessi assetti dell’era americana di Barrack. «Siamo d’accordo su un piano di riqualificazione degli stazzi – commenta l’assessore all’Edilizia privata, Gianni Baffigo –. Ma quelli che abbiamo visto più che interventi di ristrutturazione degli stazzi sono vere trasformazioni. Non parliamo più di stazzi, ma di ville di lusso. Un giudizio politico che nulla ha a che fare con l’iter tecnico che queste pratiche devono seguire per legge. La Qatar Holding ha presentato i 27 progetti invocando il Piano casa. La legge lo consente. Sarà l’ufficio tecnico a istruire le pratiche e verificare se le richieste rispettano la legge. Parere a cui si affiancherà quello della Soprintendenza per la parte sul rispetto del paesaggio». Baffigo ribadisce il concetto e difende Arzachena dalle accuse di cannibalismo ambientale. «Del piano del Qatar per la Costa Smeralda al momento di concreto esistono solo le proposte per gli stazzi – aggiunge Baffigo –. E i progetti li stiamo vedendo oggi per la prima volta. Non capisco questa ostilità a priori verso un investitore serio come il Qatar. Certo la società, prima di presentare i progetti, avrebbe fatto meglio a consultarsi con l’amministrazione e con i dirigenti per verificarne insieme la fattibilità».

Dei 27 edifici rurali alcuni si trovano in zone H, vergini e intoccabili, come per esempio l’area verde di Monti Zoppu considerata da sempre un eden inviolabile. Altri si trovano a due passi dal mare, all’interno della fascia dei 300 metri. Alcuni sono ruderi che però si affacciano sul paradiso, altri sono in buono stato di conservazione. Altri ancora sono pezzi di storia come lo stazzo Chjcculedda di Salvatore Ghilardi, il mister miliardo che vendette alcuni fra gli ettari più pregiati della Costa Smeralda al principe Aga Khan. Tutti destinati, nella metamorfosi qatarina, a essere smeraldizzati, con l’intonaco all’esterno invece del granito a vista, grandi piscine, verande con pilastri di granito.

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