Budelli, paradiso all’asta per tre milioni

L’isola dell’arcipelago maddalenino famosa per la spiaggia rosa in vendita dopo il fallimento dell’immobiliare milanese - FOTO

LA MADDALENA. Poco meno di tre milioni di euro. Tanto vale Budelli, la più bella e preziosa delle isole dell’arcipelago maddalenino che racchiude la celebre spiaggia rosa di Michelangelo Antonioni. Un paradiso terrestre di un chilometro e mezzo quadrato che verrà messo all’asta, prossimamente, da Alessandro Di Giacomo, il giudice delle esecuzioni immobiliari del tribunale di Tempio. Il tentativo di vendere l’isola non è nuovo, ma gli aventi diritto (un agente immobiliare di Olbia e il vecchio custode) non demordono ed hanno chiesto al magistrato, che da anni segue la fase post fallimentare della immobiliare milanese proprietaria dell’isola, di valutare l’intera area per poterla vendere al miglior offerente. Sempre che si trovi una persona disponibile a pagare tre milioni, più spese legali, per quella fetta di paradiso irraggiungibile con mezzi personali, sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici d’ogni genere e assoggettata alle ferree regole del parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena, che impediscono l’approdo, il transito e l’ormeggio a centinaia di metri dalla celebre spiaggia rosa e da quella attigua del “cavaliere” (antico nome della baia), oltre che allo sbarco in qualunque cala dell’isola, se non con mezzi messi a disposizione dall’Ente Parco. Fatta questa debita premessa, l’acquisto è un vero e proprio affare. L’intera isola, ricoperta di vegetazione mediterranea, priva di fonti d’acqua e che ospita una variegata serie di rettili e uccelli, si estende per circa un chilometro e mezzo quadrato, terreni valutati ad un euro e mezzo al metro quadro. C’è da aggiungere la casa del custode, una costruzione militare risalente al primo dopoguerra e riadattata negli anni ( poco meno di 90 metri quadri), il deposito per il legname (sette metri) e il capanno, diroccato, sulla spiaggia del cavaliere, undici metri quadri di muretti a secco. Probabilmente non si potrà spostare neppure una pietra e per giunta – essendo ancora sub judice la controversia avviata nel 1980 dalla vecchia immobiliare milanese, che chiedeva il riconoscimento della proprietà degli immobili inserite nelle aree demaniali – si è persa anche l’ultima (potenziale) possibilità di ampliamento previsto dal piano casa di berlusconiana memoria. Le domande scadevano il 31 dicembre del 2012 e nessuno, stante l’attuale e ancora indefinita controversia sulla proprietà degli immobili, ha potuto avanzare tale richiesta, che sarebbe stata comunque respinta dalla Regione Sarda. La procedura esecutiva continua il suo corso, nella speranza che lo Stato italiano, attraverso il ministero per l’Ambiente, faccia prevalere il diritto di prelazione sull’isola, che ricade in un sito di interesse regionale, nazionale e comunitario, essendo stato inserito nel parco marino internazionale della Bocche di Bonifacio. L’unica possibilità, per i creditori, di poter monetizzare i loro diritti .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes