La Nuova Sardegna

Olbia

Violenze sulla fidanzata sei anni anche in appello

Confermata la pena per l’aguzzino della giovane che subì botte e abusi sessuali In secondo grado i giudici ribadiscono anche la provvisionale di 7.000 euro

28 maggio 2014
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OLBIA. Anche la sezione staccata di Sassari della Corte d’appello non ha avuto dubbi e in secondo grado di giudizio ha confermato in toto la pesante condanna inflitta dal tribunale di Tempio a un uomo che si era reso protagonista di maltrattamenti e abusi sessuali in famiglia ai danni della fidanzata, una ragazza olbiese: sei anni e sei mesi, oltre al pagamento della provvisionale di settemila euro. I giudici hanno ancora dato ragione alla donna che, difesa dall’avvocato Giampaolo Murrighile, ha avuto il coraggio di denunciare l’incredibile vicenda di cui è stata vittima nel 2007 e cui decise di porre fine poco prima di Natale di quell’anno.

Troppe le prove a carico dell’uomo per pensare di capovolgere la sentenza di primo grado: dai numerosi interventi delle forze dell’ordine chiamate in occasione delle violente liti e che avevano già raccolto delle denunce, alle inequivocabili testimonianze dei vicini di casa della coppia. Un incubo durato dieci mesi, subito dopo aver allacciato la relazione e iniziato la convivenza. In breve la ragazza scoprì che il fidanzato alzava il gomito e che, al rientro a casa, diventava violento, dando luogo a violente scenate di gelosia che terminavano con botte e insulti. E quell’uomo la costringeva anche a rapporti sessuali contro la sua volontà, sopportati a stento. Questo sino a quando l'uomo non aumentò ulteriormente la dose di schiaffi e insulti, coinvolgendo anche la madre della ragazza.

Alla fine le numerose denunce di maltrattamenti spinsero la magistratura ad aprire un'inchiesta emettendo un provvedimento cautelare speciale per allontanare l'uomo dalla casa della ragazza. Quindi nel dicembre 2011 la prima condanna e ora la conferma in appello. (red.ol.)

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