La Nuova Sardegna

Olbia

Tutti i colori della violenza nell’indagine del Deffenu

Successo dell’iniziativa “Homo homini lupus” condotta da un gruppo di studenti Presentati ieri durante un convegno i dati del questionario proposto alle scuole

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OLBIA. L’iniziativa “Homo homini lupus” dell’istituto Deffenu ha dimostrato con i fatti come la scuola abbia le potenzialità per andare oltre i soliti compiti istituzionali e entrare a fondo nelle tematiche sociali. L’indagine conoscitiva sulla percezione della violenza da parte degli studenti del triennio delle medie superiori galluresi, condotta da un gruppo di studenti con la supervisione di un comitato di docenti (Antonella Fancello, Fausto Geromino, Anna Rosa Putzu, Luigi Sanna ed Eugenia Sechi), è stata un eccezionale momento di crescita culturale sia per chi l’ha portata avanti che per le scuole coinvolte: oltre a quella di via Vicenza, anche il Panedda, lo scientifico di Arzachena, gli alberghieri di Arzachena e Budoni, il tecnico di Palau e quello di Tempio, gli istituti professionali di Calangianus e Santa Teresa.

Ieri nell’auditorium del Deffenu è stato il momento di illustrare i risultati dell’indagine conoscitiva che sta alla base del progetto, portato avanti dagli studenti Zhao Zming, Francesca Vargiu, Fabiana Piccinnu, Eleonora Laconi, Paride Contu, Angelica Piras, Cosma Caria, Luca Saggia, Chiara Dessena, Giovanni Bandinu, Claudia Careddu e Morena Alfieri. Oltre a svolgere una ricerca sui quotidiani sardi, hanno elaborato un questionario di 17 domande sul tema di bullismo, stalking, omofobia, disagio giovanile, sottoposto a ben 600 coetanei. I risultati possono dare adito a interpretazioni anche complesse. Ad esempio, la risposta su quale sia il modo migliore per uscire dalla situazione di disagio/violenza, che per quasi metà del campione è “parlarne con un familiare”. Alla domanda “come reagiresti se fossi vittima di violenza”, il 41% delle ragazze dice che denuncerebbe alle forze dell’ordine (tra i ragazzi solo il 21%), mentre il 56% dei maschi si farebbe giustizia da solo (l’11% delle ragazze). Le domande sugli stranieri rivela che un quarto degli studenti li rimanderebbe subito nel loro paese d’origine. La cultura omofoba imperante emerge dalla domanda “come vedi gli omosessuali?”: per il 10% sono “malati di mente” e per il 56% dei maschi non sono persone normali (molto più tolleranti le ragazze). Inquietante la risposta sulla possibilità che possa ripetersi un Olocausto: il 40% dice sì.

Ottimo il contributo dei relatori: Nadia Spano (Movimento per la vita) che ha parlato di "Norme costituzionali a tutela della vita in generale con riferimento alla dignità di ogni individuo); il docente Filippo Dettori della disabilità a scuola e di come si superano le differenze; il comandante Gianni Serra ed Ettore Marcucci (polizia locale) di “ bullismo stradale"; la psicologa Ester Serafino, degli aspetti psicologici legati agli atti discriminatori; GianLuca Laconi della condizione degli stranieri nelle carceri; Francesco Giorgioni di violenza sull'ambiente.

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