Caso Monuril, le ragioni dei farmacisti
OLBIA. Sul caso Monuril interviene anche l’Ordine interprovinciale dei farmacisti di Sassari, Olbia e Tempio. «Il farmaco rifiutato dal collega olbiese, il Monuril, è un antibiotico, la cui...
OLBIA. Sul caso Monuril interviene anche l’Ordine interprovinciale dei farmacisti di Sassari, Olbia e Tempio. «Il farmaco rifiutato dal collega olbiese, il Monuril, è un antibiotico, la cui dispensazione è assoggettata alla presentazione di ricetta medica – precisa il presidente, Roberto Cadeddu – Tale norma non è stabilita dal legislatore a esclusiva tutela della salute del paziente. Il consiglio di recarsi al pronto soccorso espresso dal dottor Francesco Delitala, è da intendersi come la ricerca di una diagnosi certa del disturbo del paziente accertato da personale qualificato, e non volto al semplice adempimento burocratico per l'ottenimento della ricetta». «Infatti – aggiunge il presidente – la diagnosi di una patologia, con successiva prescrizione di un farmaco, è di esclusiva pertinenza del medico, per cui non è possibile che un paziente si autoprescriva un farmaco perché magari prescritto precedentemente, per un problema analogo, dal proprio medico. Il solo fatto di aver utilizzato precedentemente quel farmaco non rende immuni né da un uso improprio né da effetti collaterali, che lo stesso può avere da solo o in associazione con altri farmaci o alimenti».
«La deroga alla norma che vieta l'erogazione del farmaco senza ricetta – conclude Cadeddu – è consentita solo nelle patologie croniche per le quali è detenuta in farmacia documentazione in copia anche elettronica, e di cui la diagnosi è già stata effettuata in precedenza. Per queste ragioni, l'Ordine dei farmacisti ritiene che il comportamento del dottor Delitala sia stato assolutamente corretto e rispettoso, sia nella tutela della salute del paziente che delle normative vigenti. Consci che un utilizzo improprio o eccessivo di farmaci può essere causa di effetti collaterali, a volte gravi, per la salute del paziente si invitano tutti all'osservanza delle norme che ne regolano l'accesso».
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