Emergenze, il simulatore aiuta

Un corso di due giorni per ribadire l’importanza dell’esercitazione

OLBIA. La sanità come l’aeronautica. Il riferimento non è casuale. E c’è una ragione ben precisa, che anche in una sala operatoria può essere efficace, importante, indispensabile. Ovvero: il costante utilizzo dei simulatori per essere poi capaci di far fronte alle emergenze. In questo caso quelle ostetriche. E così, per due giorni, il centro di simulazione del Giovanni Paolo II (è l’unico presente in Sardegna in un ospedale pubblico) è stato ancora una volta protagonista assoluto di un nuovo corso organizzato dall’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia.

Il primario Antonio Rubattu va diritto al punto. «Della simulazione non si può fare più a meno. Perché le situazioni gravi che si possono affrontare in Ostetricia sono rare e, quindi, è necessario esercitarsi per più motivi. Il primo: la simulazione consente di acquisire competenze e abilità tecniche. E poi si vanno a rafforzare il senso dell’équipe, l’importanza di una leadership nel gruppo (ci deve essere sempre qualcuno che suggerisce, che consiglia, che fa da guida) senza dimenticare la distribuzione del carico di lavoro. In Ostetricia sono quattro le emergenze (rare) che mettono a rischio la vita di una donna: tra queste l’emorragia post partum che nei paesi occidentali rappresenta la prima causa di morte nella partoriente. Se non viene rapidamente affrontata, la donna può morire. Ecco perché la simulazione diventa fondamentale davanti ad emergenze che si presentano poche volte ma di fronte alle quali bisogna arrivare preparati».

Al corso hanno partecipato un centinaio di professionisti tra ginecologi, ostetriche, infermieri e anestesisti provenienti dai punti nascita della Sardegna. «Ma d’ora in avanti, ai corsi parteciperanno gruppi di venti (per formare 4 équipe) che lavoreranno a rotazione sui manichini elettronici simulando l’emergenza. Il nostro centro - prosegue Rubattu -, il cui responsabile è Antonio Balata (primario di Pediatria), viene da noi costantemente utilizzato, ma stanno arrivando richieste da parte di moltissimi specialisti di tutta l’isola. E’ per questo che continueremo a favorire l’utilizzo del centro di simulazione attraverso frequenti occasioni di confronto e incontro».

Relatori di punta: Giuseppe Battagliarin, Maria Grazia Frigo e Antonio Ragusa. Accanto a loro i tutors della Asl di Olbia. (s.p.)

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