La Nuova Sardegna

Olbia

san giovanni

Il profumo antico della festa campestre

 Il profumo antico della festa campestre

OLBIA. La conoscenza della Gallura autentica passa anche per le feste campestri, nei piccoli santuari immersi nei boschi secolari. È il caso di San Giovanni, il santo venuto dal fiume, “ripescato” un...

1 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La conoscenza della Gallura autentica passa anche per le feste campestri, nei piccoli santuari immersi nei boschi secolari. È il caso di San Giovanni, il santo venuto dal fiume, “ripescato” un tempo lontano e mai più andato via da quella minuscola chiesetta sperduta in campagna dove Olbia finisce e comincia Arzachena.

Tre volte all’anno il comitato organizzatore riunisce nel santuario “il popolo della festa”. La prima volta è il 6 maggio, perché quel giorno la statua del santo “ripescata” dal fiume si era fermata in quel punto del bosco. Il carro che la trasportava si era fermato lì e i buoi non ne volevano più sentire di muoversi. Un segno del destino. Da allora San Giovanni è lì, per sempre. Poi il 24 giugno e il 3 settembre, andata e ritorno, le date scandite dalla transumanza. Ieri era il primo appuntamento dell’anno e diverse centinaia di persone si sono ritrovate intorno ai tavoli imbanditi dal comitato: minestra in brodo, carne, salsiccia, formaggio e frutta. E vino, naturalmente. Poi le danze e il piacere di ritrovarsi insieme.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’intervista

Estate cafona in Sardegna, Licia Colò: «Basta, l’isola va rispettata, servono multe indimenticabili»

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative