Morti di tumore, cresce l’allarme

Calangianus, tre casi in poco tempo. Svolta del sindaco: «Convocheremo un’assemblea per analizzare e discutere»

CALANGIANUS. Ezio, Ulisse, Angela sono gli ultimi concittadini morti per tumore nello spazio di un mese scarso. Tre nomi che si aggiungono a un elenco che negli ultimi dieci anni pare sempre più allungarsi.

Molte le vite stroncate da tumori. E’ normale? Serpeggia una grande preoccupazione. Periodicamente se ne parla, sempre meno sottovoce. Per rispondere a timori, interrogativi e magari rasserenare, un’assemblea popolare, motivata dagli interrogativi che la gente comune si pone sulle morti per tumore, sta per essere promossa dall’amministrazione comunale.

Se ne sente l’urgenza. Se si va indietro nel tempo ci si ricorda di altri momenti critici: nell’aprile del 2014 l’assessore ai Servizi sociali e sanità, Fabio Albieri, segnalava sulla “Nuova” otto persone morte in un periodo di tempo compreso fra un anno e mezzo e due anni. Morti, si diceva allora, tutte ascrivibili a cause tumorali ed erano all’interno di una forbice di età che oscillava fra i 30 e 55 anni. E poi per la prima volta veniva detto che i decessi erano concentrati nel rione Signora Chiara. Tutta colpa - secondo le accuse - di una copertura innovativa del tetto al posto delle tradizionali tegole nelle case di una cooperativa. Storie? L’amministrazione inviò, nel febbraio 2014, una lettera all’Agenzia regionale per la protezione civile ambientale della Sardegna (Arpas). Vennero adottobre del 2014 i tecnici, eseguirono i sopralluoghi con appositi strumenti, ma non si rilevò niente di anormale: le onde elettromagnetiche erano nella norma.

Le morti per tumore sono continuate. C’è chi punta il dito sull’amianto che è presente in molte zone del paese, nei capannoni adiacenti alle case, adibiti ieri a magazzini per il sughero. Il consigliere di minoranza Fabio Mariotti lo segnalò per primo. Così ne parlò il consiglio comunale. Il sindaco spera in un bando regionale per eliminare circa 3000 metri quadri di amianto. Il 23 febbraio 2014 il meetup Calangianus del M5S chiese al Comune di promuovere un censimento nel territorio per quantificare la reale presenza dell’amianto. Poi la vita con il suo ritmo s’impone e la paura svanisce.

E’tornata con le ultime morti. Il sindaco Giomartino Loddo, medico, che questa tragica situazione tocca con mano ogni giorno, si sente rivolgere dai pazienti spesso la stessa domanda: “Dotto’, a Calangianus qualcosa non va: queste morti per tumore quale causa hanno?”. Loddo ha rotto gli indugi. Si è incontrato con il dottor Tonino Saba, responsabile Asl per la prevenzione, con i due medici come lui operanti in paese, Carlo Ferrari e Franca Tusacciu, nonché con la dottoressa Maria Grazia Sotgiu dell’ufficio igiene profilassi della Asl, calangianese anch’essa, per concordare i temi e i dati da offrire in assemblea.

«Occorre sin da ora - dice Loddo - che non si ingeneri alcun allarmismo, semmai occorre sensibilizzare a un più puntuale ed urgente prevenzione, perché le lettere dell’Asl a eseguire i vari screening non ci vedono fra i più diligenti e puntuali. Tutto ciò non può non farci riflettere».

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