Pronto soccorso, Olbia prima nell’isola
È quello con il maggior accesso di pazienti, più di Cagliari e Sassari. Diminuiscono i casi meno gravi, servono più risorse
OLBIA. È il pronto soccorso che ha più lavoro della Sardegna. Gli accessi - come si chiamano in termini tecnici gli ingressi dei pazienti - dell’estate 2016 sono in aumento sullo stesso periodo di quella del 2015 (+ 2,2%). Sono in calo i codici bianchi (i meno gravi): segno che l’opera di sensibilizzazione dei medici - “andate alle guardie mediche” - sta funzionando. In aumento quelli rossi (i più gravi): anche per via della crescita dei turisti, salgono infatti del 50%.
I tre pronto soccorso della Gallura - Olbia in particolare, Tempio e La Maddalena - hanno dunque numeri da record nell’Isola. Anche se la Regione - è la tesi diffusa nel nord-est - potrebbe fare di più: più risorse alla Asl, più personale, per meglio affrontare le emergenze di una provincia (la Gallura lo è storicamente, pazienza se la veste istituzionale non c’è più) in cui la popolazione cresce, e i turisti anche.
E allora vediamoli, i dati concessi dalla Asl di Olbia, sulla base di quelli pubblici disponibili su sardegnasalute.it. Il periodo preso in considerazione è quello tra il 1 giugno e il 21 luglio. Pronto soccorso di Olbia: 6520 accessi nel 2016 contro 6430 nello stesso periodo del 2015; + 1,4%. Pronto soccorso Tempio: 2565 accessi contro 2505; + 2,4%. Pronto soccorso La Maddalena: 1337 accessi contro 1265; + 5,7%. Totale Gallura: 10422 accessi contro 10200; + 2,2%.
Fin qui la Gallura. Il confronto con gli altri ospedali della Sardegna rende bene l’idea della mole di lavoro dei pronto soccorso del nord-est. Una giornata, quella del 22 luglio, per capire. Nel pronto soccorso di Sassari, ospedale civile, in quella data ci sono stati 48 accessi; in quello di Nuoro, 56; in quello di Cagliari, ospedale Santissima Trinità, 80 accessi; in quello di Cagliari al Marino, 42. Nel pronto soccorso di Olbia, ben 163 accessi. È sufficiente questo, per capire quale sia lo sforzo che medici e infermieri del Giovanni Paolo II affrontano. Ed è così tutta l’estate, da decenni.
«A un incremento degli accessi (+ 2,2 % se si considerano i tre pronto soccorso della Asl) corrisponde quest'anno una maggiore consapevolezza da parte della popolazione della funzione del servizio di emergenza-urgenza - dice Attilio Bua, direttore del pronto soccorso -. Infatti, nel 2016 a fronte di un incremento degli accessi rispetto al 2015 (registrati dal 1 giugno al 21 luglio), assistiamo ad un aumento della qualità dei casi trattati nel pronto soccorso, dove sono raddoppiati i codici rossi (+ 50%) e incrementati del 12% i codici gialli (con picco del 17% a Olbia), mentre sempre a Olbia si assiste anche ad una riduzione del 3,4% dei codici verdi, e una contrazione che sfiora il 20% anche dei codici bianchi; si è quindi contratta una fetta di quei casi che in passato impropriamente si presentavano al pronto soccorso».
«All'interno di un pronto soccorso, che deve gestire le emergenze, è necessario stabilire delle priorità d'accesso alle visite che non possono certo essere regolate in base all'ordine di arrivo, ma in base al livello di gravità, che viene stabilito attraverso il Triage - dicono dall’ospedale -. Il Triage è il sistema utilizzato per selezionare i soggetti arrivati al pronto Soccorso in base alla gravità delle patologie riportate: dopo una prima valutazione da parte di personale specializzato, il grado di urgenza di ogni paziente viene rappresentato da un codice colore assegnato all'ingresso nella struttura ospedaliera».
«In quest'ottica è opportuno non ricorrere al pronto soccorso per ottenere visite per disturbi di lieve entità - dicono dalla Asl -: in questo caso bisogna rivolgersi al medico di medicina generale (o al pediatra di libera scelta per i bambini) nelle ore diurne; alla guardia medica (sono 21 gli ambulatori presenti in Gallura) in quelle notturne. Per i turisti e non residenti c'è infine la guardia turistica (sono ben 15 quelle attivate dalla Asl di Olbia)». (g.pi.)
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