La Nuova Sardegna

Olbia

"Quanto è bello trionfare con una canzone gallurese"

Sebastiano Depperu
Daniela Pes
Daniela Pes

Parla Daniela Pes , la cantante di Tempio che ha vinto il premio Parodi

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w TEMPIO PAUSANIA Ha 25 anni e viene da Tempio la vincitrice della decima edizione del prestigioso premio canoro “Andrea Parodi”. Daniela Pes, classe 1992, nonostante la sua giovane età ha già collaborato con gli artisti più in vista del panorama del jazz sardo. Recentemente ha allargato il suo approccio stilistico alla musica elettronica e alla world music. Ha portato in gara il brano “Ca Milla Dia Dì”, tratto da una poesia in gallurese di don Gavino Pes. Alla giovane cantante sono andati entrambi i riconoscimenti principali della kermesse: il primo premio assoluto e quello della critica. Poi anche il premio della giuria internazionale, la menzione per la miglior musica, quella per il miglior arrangiamento e il premio dei ragazzi in sala. Tutto con una canzone in gallurese, la sua lingua madre.

Che cosa significa per lei questa vittoria? «È una grande soddisfazione. Il fatto di essere stata l’unica sarda in concorso era per me già molto onorevole, gli altri musicisti concorrenti erano tutti più o meno affermati nel settore della world music, tra dischi e concerti importanti alle spalle. In realtà, la mia partecipazione al premio è stata la mia prima esperienza riconducibile a questo mondo musicale. Sono dunque ancora più onorata e sorpresa per una vittoria ricca di riconoscimenti e di consensi».

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Il premio arriva in un momento importante per la sua carriera? «So di avere intorno tante cose interessanti e di valore: l’intelligenza sta nel decifrarle e scegliere le opportunità che più si intonano ai desideri di adesso. Riconoscimenti di questo calibro rappresentano un forte sostegno morale. Ho avuto un’incredibile risposta, che ha esaltato la mia voglia di occuparmi di musica e conferito una smisurata sete di altre risposte».

Come mai ha scelto un brano dalle sonorità così particolari rispetto a quello che si sentono nella world music? «Ho sempre detto a me stessa: prima o poi in qualche modo farò qualcosa per la mia terra, per la mia lingua. Quest’anno ho trovato la giusta figura: don Gavino Pes. Un personaggio così controverso ed eccentrico mi ha permesso di raccogliere miliardi di spunti per musicare le sue poesie. Gli elementi “world music” in senso stretto presenti nei brani portati in gara penso siano la lingua e la chitarra acustica. Abbiamo vestito di un mondo sonoro la lingua gallurese in maniera inedita, e con grande sorpresa questa combinazione è risultata vincente. E questo anche grazie alla presenta di Christian Marras allo chapman-stick, il quale ha seguito la direzione artistica dei due brani proposti, e a quella di Andrea Pica alla chitarra eRoberto Schirru alla batteria elettronica e programmazione.

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