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Olbia

L’arte del futuro: bracciali e collane si stampano in 3D

di Walkiria Baldinelli
L’arte del futuro: bracciali e collane si stampano in 3D

La Maddalena, tutti pazzi per i gioielli isolani prodotti su misura: fila di visitatori nello stand della bottega «La pulce con la tosse» alla Maker Faire di Roma

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LA MADDALENA. Tutti pazzi per i gioielli isolani prodotti su misura in 3D. Fila di visitatori nello stand della bottega «La pulce con la tosse» alla Maker Faire di Roma, l'edizione europea della fiera internazionale di New York del Movimento Maker: la nuova corrente mondiale dell'artigianato che punta sull'uso della tecnologia. Fra gli attori della nuova rivoluzione artigianale in grado di rilanciare la manifattura e trasformare il sistema produttivo c'è anche l'azienda familiare di Aldo Vargiu.

Alle abili mani del falegname, a 18 anni era impiegato come operaio meccanico nell'ex arsenale, si sono aggiunte quelle delle figlie Carlotta e Giulia. L'azienda ha aperto i battenti ormai 15 anni fa, realizza complementi d'arredo originali, decorazioni varie e produce mobili. Sette anni fa tra gli accessori ha aggiunto la maglieria. E da poco tempo la produzione di oggetti con tecniche innovative.

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«La Pulce con la tosse» è tra le 700 aziende selezionate del settore maker alla fiera tecnologica europea. Si è distinta su ben 1.500 partecipanti per l'impiego delle stampanti in 3D nel mondo, che utilizza per la creazione di gioielli su misura, un privilegio che in passato era per pochi. La rivoluzione del digital manufacturing ha segnato un cambio di passo per la bottega artigianale della Maddalena. «Abbiamo ottimizzato il processo produttivo – spiega Carlotta Vargiu -. Con l'ingresso del digitale non rinunciamo certo alla lavorazione manuale. Per realizzare i gioielli modelliamo e stampiamo il disegno in 3D. Il prototipo è di plastica. È una tecnica molto utile, ci fa risparmiare tempo e costi. Non solo ci ha aiutati a migliorare il design, ma consente di realizzare esattamente l'oggetto nella forma e nella misura stabilite. Mandiamo in stampa il “guscio” in cui coliamo una resina certificata».

Segue una tecnica di lavorazione molto certosina. «Manualmente coliamo strato per strato la resina – racconta – e inglobiamo gli elementi selezionati che identificano la Sardegna, come pezzetti di foglie di mirto e lentisco. Poi lucidiamo il materiale tre volte e lo rifiniamo con una verniciatura particolare per proteggerlo dai raggi solari e per evitare che ingiallisca. Il nostro sogno? Continuare a lavorare con nostro padre, ritagliandoci uno spazio tutto nostro. Il mix della produzione artigianale e innovativa è il nostro futuro».

 

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