Fuoco in un magazzino nel centro storico
Paura vicino alla chiesa di San Paolo. Inceneriti libri, scaffali e attrezzi nella struttura di Tonino Rasenti
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OLBIA. Ancora fuoco del cuore della città. Completamente bruciato, probabilmente per un corto circuito, un magazzino in muratura che si trova alle spalle della chiesa di San Paolo. Il proprietario è Tonino Rasenti che ha la casa poco distante, separata dal magazzino da grandi giardini.
Non è rimasto nulla, all’interno: inceneriti gli attrezzi, ma soprattutto cataste di libri, scaffali, pezzi di arredamento. «Avevamo messo tutto lì dentro - ha detto Tonino Rasenti - perché stavamo facendo dei lavori in casa. Non so cosa sia potuto accadere, ma ora è tutto distrutto».
Per i vigili del fuoco è stato faticoso raggiungere il luogo dell’incendio. Per arrivare al magazzino in fiamme, non si riusciva ad accedere né da via delle Terme, né da corso Umberto. Hanno dovuto raggiungere piazza Civita, alle spalle della chiesa di San Paolo e qui, davanti alla casa di Rasenti, sono riusciti a srotolare le manichette attraverso il giardino interno sino a raggiungere il magazzino che continuava a bruciare. E’ durata un’ora e mezzo l’opera di spegnimento ma non ci sono mai stati pericoli per le persone o rischi per le case vicine.
Il traffico, nelle vie interne, è rimasto bloccato e gli uomini della polizia municipale sono rimasti sul posto sino a quando l’intera zona è stata messa in sicurezza.
Solo pochi giorni fa un altro incendio aveva distrutto un appartamento di via Cavour, al secondo piano di una nuova palazzina che fa ad angolo con via Regina Elena, tra piazza Matteotti e piazza Regina Margherita.
L’inquilina, Rita Oggianu, una donna molto nota in città, al momento in cui è scoppiato il rogo non era a casa. E non c’era neppure suo figlio. C’era però il cagnolino della donna, poi morto soffocato. Anche in quel caso si è trattato sicuramente di un corto circuito.
Sul posto era immediatamente intervenuta una squadra dei vigili del fuoco che, per più di un’ora ha lavorato, per spegnere le fiamme e mettere in salvo il resto della palazzina.
Non è rimasto nulla, all’interno: inceneriti gli attrezzi, ma soprattutto cataste di libri, scaffali, pezzi di arredamento. «Avevamo messo tutto lì dentro - ha detto Tonino Rasenti - perché stavamo facendo dei lavori in casa. Non so cosa sia potuto accadere, ma ora è tutto distrutto».
Per i vigili del fuoco è stato faticoso raggiungere il luogo dell’incendio. Per arrivare al magazzino in fiamme, non si riusciva ad accedere né da via delle Terme, né da corso Umberto. Hanno dovuto raggiungere piazza Civita, alle spalle della chiesa di San Paolo e qui, davanti alla casa di Rasenti, sono riusciti a srotolare le manichette attraverso il giardino interno sino a raggiungere il magazzino che continuava a bruciare. E’ durata un’ora e mezzo l’opera di spegnimento ma non ci sono mai stati pericoli per le persone o rischi per le case vicine.
Il traffico, nelle vie interne, è rimasto bloccato e gli uomini della polizia municipale sono rimasti sul posto sino a quando l’intera zona è stata messa in sicurezza.
Solo pochi giorni fa un altro incendio aveva distrutto un appartamento di via Cavour, al secondo piano di una nuova palazzina che fa ad angolo con via Regina Elena, tra piazza Matteotti e piazza Regina Margherita.
L’inquilina, Rita Oggianu, una donna molto nota in città, al momento in cui è scoppiato il rogo non era a casa. E non c’era neppure suo figlio. C’era però il cagnolino della donna, poi morto soffocato. Anche in quel caso si è trattato sicuramente di un corto circuito.
Sul posto era immediatamente intervenuta una squadra dei vigili del fuoco che, per più di un’ora ha lavorato, per spegnere le fiamme e mettere in salvo il resto della palazzina.
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