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Olbia

Il sindaco Lai punta in alto: «Ora una vera portualità»

di Serena Lullia
Il sindaco Lai punta in alto: «Ora una vera portualità»

Da 6 mesi è alla guida del Comune con un impegno a tempo pieno per il paese Primo cittadino social, ascolta le richieste della gente anche attraverso Facebook

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INVIATA A LOIRI . Negli occhi la passione per la politica e l’amore viscerale per il paese di cui è diventato sindaco a soli 32 anni. Da sei mesi Francesco Lai indossa la fascia tricolore a tempo pieno. Ha messo da parte il lavoro da geometra per dedicarsi in modo completo alla sua comunità. «Questi primi sei mesi sono stati intensi, con un impegno totalizzante, 24 ore su 24». A giugno la sua elezione con il 72% di consensi. Un risultato che gonfia il petto e inietta adrenalina nel suo mandato. Lai incarna la fase due di una filosofia politica e di governo cominciata con il suo predecessore, Giuseppe Meloni. Un lavoro in continuità che si affianca però alla programmazione di nuovi interventi. Ben chiara l’impronta personale che Lai intende dare alla sua amministrazione. In cima alla lista, centrare l’impresa fallita da tutti negli ultimi 30 anni. Dare una vera portualità a Porto San Paolo.

La giornata tipo. La giornata del sindaco Lai comincia alle 7,30. Caffè e rassegna stampa on-line. Alle 9 è già in Comune a Loiri. «Se non ho appuntamenti faccio il giro dei responsabili di area – spiega –. Incontro persone, programmo, risolvo problemi». Mattinata con il turbo che si conclude intorno alle 2. Rientro a casa per pranzo o panino flash al bar e alle 15,30 è di nuovo operativo. Fino alle 18. Quando il municipio è chiuso il sindaco incontra i cittadini in altre parti del territorio. «Capita spesso di avere riunioni di giunta e di maggioranza dopo le 18 e vado avanti fino alle 20». Ma nessuno pensi che la giornata del primo cittadino sia finita. Lai partecipa alla vita della sua comunità e agli eventi organizzati nel suo comune.

Sindaco social. Oltre 2mila amici su Facebook, Francesco Lai è un sindaco social. Ma non è affetto da bulimia da post. Per lui Fb è un modo per comunicare con i cittadini. La sua chat di Messenger macina post a tutte le ore. Una montagna di posta virtuale a cui risponde appena può. «Cerco di farlo in primo pomeriggio – dice –. I cittadini non solo vengono in ufficio per spiegarmi i loro problemi. Chi mi conosce mi chiama o mi manda un messaggio. Chi non mi conosce direttamente mi scrive su Fb. Questa è una delle parti più belle che la nuova tecnologia offre ai noi amministratori. Anche digitalmente possiamo riuscire a risolvere qualche problema, magari evitando ai nostri concittadini di fare chilometri per venire in Comune come accade da noi».

La nuova scuola. Nei prossimi quattro anni e mezzo il sindaco dirotterà una fetta di energie sulla nuova scuola. Asilo ed elementari. Sorgerà sui terreni donati dalla famiglia Vincentelli al Comune. 7mila metri quadri sui quali verrà su l’edificio finanziato per un milione e 100mila euro dalla Regione attraverso il bando Iscol@ a cui si aggiungono 300mila euro di fondi comunali. «Spero di tagliare il nastro entro la fine del mio mandato», commenta cauto. L’edificio che ospita attualmente i piccoli alunni sarà trasformato in Centro culturale polivalente. Avrà tempi di realizzazione più rapidi l’altro Centro culturale con area a uso pubblico annessa, nel cuore della frazione di Enas.

La nuova rotta. Non intende passare 5 anni a tagliare solo i nastri di opere ereditate. Lai vuole dare una impronta originale al suo mandato. «Intendo dare attuazione alla pianificazione già avviata – commenta –. Ma cercherò di fare anche quello che in 30 anni non è riuscito a nessuno. Dare una vera portualità a Porto San Paolo. Strutture leggere, ecocompatibili, in linea con le norme che regolamentano lo spazio a mare di un Sic e area marina protetta». Nella mente di Lai e della sua maggioranza c’è il grande progetto del porto, ma anche piccoli importanti interventi. «Materiali, come la ristrutturazione degli impianti sportivi, a Loiri e a Porto San Paolo, lo spostamento del campo sportivo di Porto San Paolo dal centro e il riutilizzo dell’area a fini pubblici – conclude –. E immateriali come il potenziamento dell’offerta culturale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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