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Olbia

le aste pilotate 

Giudice indagato un ricorso contro la sospensione

di Tiziana Simula
Giudice indagato un ricorso contro la sospensione

TEMPIO. Davanti al gip del tribunale di Roma Gulia Proto che lo aveva interdetto per un anno, il giudice dell’esecuzione del tribunale di Tempio, Alessandro Di Giacomo, indagato dalla procura...

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TEMPIO. Davanti al gip del tribunale di Roma Gulia Proto che lo aveva interdetto per un anno, il giudice dell’esecuzione del tribunale di Tempio, Alessandro Di Giacomo, indagato dalla procura capitolina per turbativa d’asta, falso, abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio, aveva rigettato tutte le accuse, spiegando di «aver agito nella piena e totale legalità, ed esercitando la sua attività di giudice». Concetto ribadito nell’appello al tribunale collegiale romano che il suo difensore, l’avvocato Domenico Putzolu, ha depositato ieri contro la misura interdittiva disposta dal gip e notificata all’indagato il 15 dicembre scorso. «Chiediamo la revoca per manifesta infondatezza di tutti i requisiti», spiega l’avvocato Putzolu. Il ricorso in appello della difesa anticipa la decisione del gip che dopo l’interrogatorio di garanzia del giudice sospeso, non si è ancora pronunciato in merito alla misura (che potrebbe essere revocata o confermata).

La difesa ha racchiuso nel ricorso ciò che in sostanza Di Giacomo ha già detto al gip nelle oltre due ore di interrogatorio di qualche giorno fa. Secondo la Procura romana che indaga sulle presunte aste pilotate nel tribunale gallurese, il giudice dell’esecuzione, in concorso con altri magistrati e avvocati – nove indagati in tutto – avrebbe favorito l’aggiudicazione di una villa vista mare a Baia Sardinia, appartenuta all’imprenditore arzachenese Sebastiano Ragnedda, a un prezzo di gran lunga inferiore rispetto al valore reale, con l’abbattimento del 25% per la presenza di un occupante che in realtà, era già morto. Accuse rigettate da Di Giacomo. «Nell’appello abbiamo ribadito che si tratta di provvedimenti assunti nell’esercizio delle sue funzioni, legalmente, alla presenza di tutte le parti interessate e, soprattutto, in udienza. Cioè, non si tratta di provvedimenti per i quali lui si è riservato e poi li ha depositati, ma assunti i in udienza, in risposta a ciò che è emerso al momento». Impossibile, insomma, secondo la difesa, che ci fossero trame sull’aggiudicazione dell’immobile. «Riteniamo che non possa essere censurato per aver esercitato l’attività di giudice di fronte a tutti», conclude l’avvocato Putzolu.

Deve ancora comparire davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia Chiara Mazzaroppi figlia dell’ex presidente del tribunale di Tempio Francesco Mazzaroppi, aggiudicataria insieme al marito Andrea Schirra, della villa di Ragnedda. Su entrambi i magistrati, accusati di turbativa d’asta, pende una richiesta di interdizione per un anno, così come per il giudice Elisabetta Carta, sotto inchiesta per rivelazione del segreto d’ufficio. Già applicata invece la misura interdittiva per Ermanno Giua, il perito nominato dal tribunale per valutare l’immobile, accusato di falsa perizia. Per tutte le misure richieste dalla procura di Roma, si attende la decisione del gip.

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