Discarica, il Cipnes vuole il biometano: strategico per la città

Spiritu Santu, in programma un ampliamento di due ettari Il 7 maggio un confronto con i cittadini in aula consiliare

OLBIA. La discarica di Spiritu Santu si prepara a cambiare volto, tra un ampliamento di 2 ettari e la nascita di un impianto per la produzione di biometano. Il Cipnes ha chiesto quindi la convocazione di una assemblea pubblica, che si terrà il 7 maggio in aula consiliare, per approfondire con i cittadini tutti i passaggi in programma.

«Non si stratta di un consiglio comunale ma di un’occasione di confronto – spiegano dal Cipnes –. L’ampliamento della discarica riguarda un’area di circa 2 ettari, destinati a smaltire 65mila metri cubi di rifiuti indifferenziati e scarti di processo, nell’attesa che questi vengano trattati dal termovalorizzatore di Macomer, dove i lavori dovrebbero terminare massimo nel 2019. La discarica è in fase di esaurimento ed è attualmente oggetto di chiusura e di bonifica ambientale, così come la discarica comunale. L’ampliamento riguarda 65mila metri cubi per il trattamento residuale dei rifiuti indifferenziati per i prossimi cinque anni al massimo, solo nel caso in cui i lavori di Macomer dovessero protrarsi nel tempo».

L'ingegner Gianni Maurelli


Per il Cipnes, dunque, è altamente strategica la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica con produzione della frazione organica da raccolta differenziata di 25mila tonnellate all’anno di biometano, per garantire un beneficio alle aziende della zona industriale, alla popolazione olbiese al vicino ospedale Mater Olbia.

«La discarica ha un carattere del tutto emergenziale e residuale, nel senso che il Cipnes dovrà utilizzarla fino al momento in cui l’impianto di Macomer sarà ultimato – spiega l’ingegner Gianni Maurelli, nelle vesti di progettista –. A quel punto, le piccole discariche, in ogni territorio regionale, avranno solo una funzione di emergenza, se dovessero verificarsi dei fermi al termovalorizzatore. Il biometano rientra in un contesto di economia circolare in cui da un rifiuto viene prodotto sia il compost che il biometano. La stessa economia circolare verrà applicata per il trattamento di vetro, carta, cartone, plastica, lattine e alluminio».

Secondo il Consorzio industriale, il biometano, oltre a eliminare l’incubo miasmi, coprirà il fabbisogno energetico di oltre il 40 per cento della città di Olbia e di una parte consistente delle aziende che si trovano nella zona industriale, «con un rilevante risparmio della bolletta energetica e l’abbattimento delle tariffe per il trattamento dei rifiuti urbani e assimilabili, con ricavi per incentivi di circa 3,5 milioni di euro». I dettagli dell’operazione saranno illustrati dunque lunedì 7 maggio alle 16 in aula consiliare, quando il Cipnes presenterà al pubblico la procedura congiunta di valutazione di impatto ambientale regionale, insieme all’autorizzazione integrata ambientale.
 

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