«No alle colate di cemento ma sì a hotel più moderni»

Politici e imprenditori incontrano l’assessore Erriu: dobbiamo investire in qualità La giungla dei Puc: le procedure sono troppo lunghe. Nizzi: scarsa comunicazione 

OLBIA. Prima ha illustrato la sua idea di Sardegna e poi si è seduto in un angolo per prendere un po’ di appunti. Fogli su fogli dove ha scritto cosa ne pensa la Gallura di quella legge urbanistica che dovrebbe essere approvata entro luglio. Cristiano Erriu, assessore regionale all’Urbanistica, ha messo piede in Gallura per incontrare politici e imprenditori. È stata la seconda tappa della fase d’ascolto dopo l’esordio di Cagliari. Ogni intervento è stato diverso dall’altro. Ma in linea di massima tutti hanno chiesto alla Regione di partorire una legge snella e capace di rendere più semplici e veloci le procedure in materia urbanistica, per esempio per l’approvazione dei Puc. Poi il dibattito sui famigerati 300 metri dal mare. La Gallura, patria della Costa Smeralda e che vanta il 40 per cento delle strutture ricettive dell’isola, è una terra che vive soprattutto di turismo. In tanti hanno quindi chiesto di poter intervenire nelle strutture ricettive. Non per nuove colate di cemento ma per poter almeno adeguare gli hotel alle esigenze del mercato di oggi. Erriu è rimasto soddisfatto dell’incontro. «La nostra idea è quella di una maggiore semplificazione – ha detto l’assessore –. Poi c’è il tema delle coste: qui l’idea è una legge che consenta di perseguire uno sviluppo sostenibile. L’articolo 31 dice di rendere possibile la riqualificazione degli alberghi esistenti». Infine un passaggio sui Puc, con l’obiettivo di «accelerare i tempi di approvazione».

La politica. Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, è partito col denunciare «l’incomunicabilità tra la Regione e i Comuni», per quanto riguarda il percorso che porta all’approvazione dei piani urbanistici. Poi ha sferrato un attacco all’assessore al Turismo Barbara Argiolas, dopo il suo intervento di pochi giorni fa ad Arzachena. «Ha detto basta alberghi entro i 300 metri dal mare. Chi è lei per dirlo? Neanche noi vogliamo il turismo delle Baleari, ma qui non si può neanche riqualificare ciò che abbiamo. Mi reputo un ambientalista e non un palazzinaro. Si deve solo garantire una nuova qualità». Poi Giuseppe Fasolino, sindaco di Golfo Aranci e consigliere regionale di Fi: «Vogliamo rispettare l’ambiente ma dateci la possibilità di programmare il territorio e di adeguarci al mercato. Serve il coraggio di dare risposte. Se questa legge andrà in quella direzione, io la voterò al di là dell’appartenenza politica». Giuseppe Meloni, consigliere regionale Pd, lo ha detto chiaro e tondo: «Se sarà una bella legge io ci sarò, se sarà una leggina no. Abbiamo bisogno di uno strumento che dia vere risposte e che permetta di curare ciò che abbiamo». Pierfranco Zanchetta, Upc, ha sottolineato che la Gallura vanta «dei veri capolavori di architettura sul mare», mentre Giovanni Satta, consigliere Uds, si augura «che la legge possa essere migliorata per far crescere il territorio». Sono intervenuti diversi sindaci, come Francesco Lai di Loiri Porto San Paolo, Antonio Satta di Padru, Stefano Pisciottu di Santa Teresa, più l’assessore di Tempio Anna Paola Aisoni e la delegata all’Urbanistica di Arzachena, Claudia Giagoni. Tutti uniti nel chiedere meno burocrazia.

Il mondo del turismo. Gli imprenditori del turismo chiedono di poter investire sulla qualità. Paolo Manca, presidente di Federalberghi, riassume bene l’idea generale. «Occorre una legge che ci permetta di fare turismo e che non ci vincoli – ha detto Manca –. Ci interessano poco i metri cubi e le distanze dal mare. Qui serve una legge che ci dia la possibilità di rinnovare le nostre strutture, servono norme che cancellino l’incertezza e che ci permettano di essere competitivi anche tra 5 o 10 anni. Sia chiaro che noi vogliamo vendere il prodotto Sardegna e non il cemento». Tra gli interventi anche quello di Enzo Satta, architetto di fama mondiale. «Sono visto come l’architetto dell’Aga Khan, ma io sono di Buddusò. Anche io non sono per il modello Baleari. Immagino una qualità diffusa che coinvolga tutti i settori dell’isola. Ma servono nuove infrastrutture per far arrivare i benefici della costa anche all’interno».

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