Dopo 105 anni cade a pezzi il dromo della Marmorata

Santa Teresa, l’allarme lanciato dopo un sopralluogo di archeologi e architetti È una delle strutture che delimitano la frontiera marittima tra Italia e Francia 

SANTA TERESA. Esposto alle intemperie da oltre un secolo il dromo nella parte alta della Marmorata rischia di crollare sotto il peso dell'incuria. La segnalazione è dell'archeologa Angela Antona e dell'architetto Pierluigi Cianchetti. Durante un sopralluogo hanno evidenziato cedimenti nella parte alta della struttura a forma di obelisco che dal 105 anni, con una convenzione italo-francese, segna la delimitazione delle frontiere marittime nell'area delle Bocche di Bonifacio.

La linea immaginaria per i naviganti è segnata dalla congiunzione di quattro dromi eretti tra Santa Teresa e La Maddalenea nel 1913, cioè nell'anno in cui l'accordo bilaterale fu trasformato in legge. La delimitazione venne poi ripresa e ampliata nel 1986 e nel 1989 dal governo italiano che portò alla convenzione Italia-Francia per stabilire la frontiera della zona di pesca. Da una parte ci sono la costruzione in granito sul lato alto di Punta Falcone che oggi rischia di crollare e quella nella parte bassa della Marmorata, dall'altro i dromi costruiti sull'isola di Budelli che si affaccia verso Spargi e l'altra batteria militare a Marginetto, sopra al villaggio di Porto Massimo. Una linea di riferimento per naviganti e pescatori, guardando l'allineamento delle strutture possono distinguere infatti se si trovano in acque territoriali italiane o francesi. «Il dromo figura nell'elenco dei beni demaniali regionali della Conservatoria delle coste – spiega Cianchetti –. Bisogna assolutamente intervenire almeno per fermare il degrado, se necessario coinvolgendo anche la municipalità di Bonifacio. Occorre un intervento di messa in sicurezza della struttura che prevederà, d'accordo con la Soprintendenza di Sassari, probabilmente una cerchiatura provvisoria con elementi in acciaio se non vi fosse un finanziamento sufficiente, in attesa di programmare un intervento definitivo più cospicuo, anche perché vicino al dromo c'è un ex batteria militare». Incalza l'archeologa Angela Antona: «Sono manufatti importanti per la navigazione, segnano la linea di demarcazione tra due nazioni, fanno parte della storia di due Paesi, oltreché per il mondo dell'archeologia militare. La messa in sicurezza del dromo tamponerebbe il problema, serve un investimento idoneo per il restauro. Salvaguardare queste costruzioni significa anche puntare a valorizzare i siti per finalità turistica, come le fortezze militari del territorio di Santa Teresa: Punta Falcone, Garassini, De Carolis, La Cuntessa». L'associazione Gallura turismo ha abbracciato l'idea della valorizzazione del dromo anche per ampliare l'offerta culturale nel territorio.

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