Analisi dei desideri per “catturare” i turisti tedeschi
di Giandomenico Mele
Lo studio del Sardinia tourism call2action e della Geasar «Amano la Sardegna e il 18% preferisce le vacanze attive»
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OLBIA. Per acchiappare il turista tedesco si punta sul turismo attivo. Ma biciclette, trekking e tutto l’armamentario rischiano di non essere sufficienti davanti alla concorrenza agguerrita, che per il 2019 vede il grande ritorno di Egitto e Turchia. Così nascono tecniche alternative, come la profilazione del turista, sul modello dei criminali. «Qui siamo vicini a Csi, senza l’analisi del dna, per il resto il profilo è come quello tracciato per individuare coloro che commettono i reati – spiega Maurizio Goetz, esperto in Tourist experience design –. Si possono tracciare dei profili per portare quei turisti in Sardegna. Si basano su tecniche di osservazione partecipata, studio e analisi digitale per l’individuazione di bisogni e desideri, capire il ruolo degli influencer sulle scelte di quel potenziale cliente». Tra scienza e psicologia, un nuovo modo per catturare i turisti in un mercato sempre più concorrenziale.
Sardinia tourism call2action. La nuova frontiera emerge dal quinto appuntamento di Sardinia Tourism Call2Action, all’interno degli incontri formativi nel Piano di comunicazione e promozione attraverso il sistema aeroportuale varato dall’assessorato regionale al Turismo e dalla Geasar, la società che gestisce lo scalo “Costa Smeralda”. Il modulo di management di questa sessione, dedicata appunto al turismo attivo, è stato affidato a Maurizio Goetz, docente delle università Milano Bicocca e Iulm, che ha focalizzato il suo intervento, davanti a una nutrita platea di operatori del settore, sulla creazione di un prodotto e di una esperienza turistica, sia dal punto di vista strategico, con la segmentazione dell’offerta sulla base della richiesta di “esperienze” dei potenziali turisti, sia da quello della promozione.
Mercato tedesco. Nonostante il focus sul mercato estero, tenuto secondo consuetudine da Josep Eiarque, consulente della Regione e coordinatore scientifico del progetto, fosse orientato sulla Svizzera, sono stati i turisti tedeschi a tenere banco: dalla Germania nel 2017 ne sono arrivati in Sardegna 355mila. Le presenze complessive ammontano a un milione e 300mila, con una media di cinque giorni di permanenza. Il mercato tedesco è il secondo per l’Isola, dopo quello italiano.
Ma le potenzialità legate al turismo attivo sono importanti. «Secondo le statistiche ufficiali sono 25 milioni i tedeschi che trascorrono le vacanze nel Mediterraneo – spiega Lucio Murru, direttore commerciale della Geasar –. Oltre 5 milioni arrivano in Italia, più del doppio scelgono la Spagna. Verificando le motivazioni di viaggio, abbiamo appurato che il 18% è interessato al segmento del turismo attivo. Quindi abbiamo un potenziale di oltre un milione di turisti interessati». Da 355mila arrivi a un potenziale di un milione. Non siamo a “Lascia o raddoppia”, ma il turismo attivo sembra comunque una bella scommessa.
Sardinia tourism call2action. La nuova frontiera emerge dal quinto appuntamento di Sardinia Tourism Call2Action, all’interno degli incontri formativi nel Piano di comunicazione e promozione attraverso il sistema aeroportuale varato dall’assessorato regionale al Turismo e dalla Geasar, la società che gestisce lo scalo “Costa Smeralda”. Il modulo di management di questa sessione, dedicata appunto al turismo attivo, è stato affidato a Maurizio Goetz, docente delle università Milano Bicocca e Iulm, che ha focalizzato il suo intervento, davanti a una nutrita platea di operatori del settore, sulla creazione di un prodotto e di una esperienza turistica, sia dal punto di vista strategico, con la segmentazione dell’offerta sulla base della richiesta di “esperienze” dei potenziali turisti, sia da quello della promozione.
Mercato tedesco. Nonostante il focus sul mercato estero, tenuto secondo consuetudine da Josep Eiarque, consulente della Regione e coordinatore scientifico del progetto, fosse orientato sulla Svizzera, sono stati i turisti tedeschi a tenere banco: dalla Germania nel 2017 ne sono arrivati in Sardegna 355mila. Le presenze complessive ammontano a un milione e 300mila, con una media di cinque giorni di permanenza. Il mercato tedesco è il secondo per l’Isola, dopo quello italiano.
Ma le potenzialità legate al turismo attivo sono importanti. «Secondo le statistiche ufficiali sono 25 milioni i tedeschi che trascorrono le vacanze nel Mediterraneo – spiega Lucio Murru, direttore commerciale della Geasar –. Oltre 5 milioni arrivano in Italia, più del doppio scelgono la Spagna. Verificando le motivazioni di viaggio, abbiamo appurato che il 18% è interessato al segmento del turismo attivo. Quindi abbiamo un potenziale di oltre un milione di turisti interessati». Da 355mila arrivi a un potenziale di un milione. Non siamo a “Lascia o raddoppia”, ma il turismo attivo sembra comunque una bella scommessa.
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