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Olbia

«Atti proibiti alle minoranze». Salta il Consiglio

«Atti proibiti alle minoranze». Salta il Consiglio

La protesta dei gruppi di opposizione e di Alessandra Amic per l’impossibilità di consultare le delibere

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TEMPIO. L’impossibilità per le minoranze di consultare gli atti e le delibere relative al consiglio comunale, ha causato ieri mattina l’annullamento della seduta, rinviata ad altra data. Sull’episodio, stigmatizzato anche da Tempio Libera e Democratica che è intervenuta con Monica Liguori e da Ripensare Tempio intervenuta con il suo capogruppo Antonio Addis, nel primo pomeriggio di ieri ha diramato un lungo comunicato stampa esplicativo la consigliera Alessandra Amic, ex componente della maggioranza, che aveva sollevato il caso e che si è dichiarata pronta a ricorrere al prefetto nel caso la giunta Biancareddu non avesse accolto la sua segnalazione. «Come in più occasioni manifestato da vari consiglieri di minoranza - scrive l’avvocato Amic -, questa amministrazione spalleggiata dall’apparato dirigenziale, continua a non rispettare i diritti delle minoranze e quindi dei cittadini che essi rappresentano. Alla vigilia del Consiglio mi sono recata presso la segreteria per prendere visione e copia degli atti consiliari. Con immediatezza mi è stato risposto che mi erano già stati trasmessi via web. Dopo vari tentativi di accesso, supportata anche dal tecnico informatico, ho amaramente constatato che il programma non consentiva l’accesso a chicchessia. In seguito alle mie rimostranze per le difficoltà incontrate e solo ad uffici chiusi (14.30) mi sono state consegnate le copie cartacee. Poiché non era la prima volta che questo accadeva, non potendo fare legittimamente il mio dovere di consigliere e non essendo nelle condizioni di conoscere le pratiche nella loro trasparenza, come prevede la normativa, ho espresso la necessità di richiedere il rinvio del consiglio comunale ad altra data. La complessità e la delicatezza degli atti che devono essere approvati dal Consiglio non mi consentono, infatti di approvare né disapprovare a priori senza conoscerne l'integrale contenuto». Alessandra Amic nel suo comunicato, dopo avere preannunciato che non saranno più tollerati questi atteggiamenti, lamenta anche «il poco rispetto che gli amministratori, così come anche l’apparato dirigenziale, mostrano» sia nei suoi confronti come consigliera e professionista, «sia soprattutto nei confronti dei cittadini» che lei rappresenta. «Ieri mattina, finalmente, dopo la contestazione e dopo l’ennesima débacle della giunta, sono state dettate le direttive per il rispetto della trasparenza in tutto. ivi compresa la pubblicazione delle determine dirigenziali». (a.m.)



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