Polemica sul faro di Capo Ferro, il sindaco: è un bene identitario
Arzachena, corto circuito tra il Comune e la Regione che vuole affidare in concessione l’immobile
ARZACHENA. Regione e Agenzia del demanio hanno messo a bando l'ex stazione semaforica di Capo Ferro. L'intenzione è di affidarla in concessione ai privati, fino a un massimo di cinquant'anni. Ma chi dovesse aggiudicarsi la gara, con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, non potrà trasformare l'edificio in una struttura per vacanze di lusso ecocompatibile. Il gioiello costiero del nord Sardegna è inserito in un'area di tutela integrale, quella che nel linguaggio urbanistico si chiama zona H. Per eseguire il recupero dei beni serve una variante al Piano di fabbricazione, una prerogativa comunale che l'amministrazione di Arzachena non è intenzionata ad attuare.
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«L'ex stazione di Capo Ferro fa parte del patrimonio identitario degli arzachenesi – dice il sindaco Roberto Ragnedda –. Con altri immobili dismessi da Stato e Regione, che sin dal nostro insediamento e in continuità amministrativa, rivendichiamo a gran voce, traccia anche le linee di confine del territorio. Il bando regionale per la cessione di questa struttura, inserito nel progetto “Orizzonte fari”, è un aborto giuridico – dichiara il primo cittadino -. Perché non si possono illudere un imprenditore o una cordata di imprenditori a investire ingenti somme di denaro per un'opera che non potranno realizzare. È un'arroganza istituzionale, la Regione ha deciso di intraprendere questo percorso di valorizzazione dell'area senza condividere la proposta con l'amministrazione». Per il sindaco Ragnedda dunque la trattativa tra l'ente cagliaritano e i privati risulterebbe vana. Il progetto mira a consolidare le politiche regionali verso un nuovo sistema di ricettività, volto anche alla promozione di una rete isolana dedicata a una forma di turismo sostenibile e legata alla cultura del mare e dell'ambiente mediterraneo. Gli imprenditori hanno tempo sino al 2 maggio per protocollare le domande. Gli interventi di recupero, come specificato nel bando, sono altamente qualificanti, nel rispetto dei principi di tutela e conservazione previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, e in coerenza con gli strumenti di pianificazione territoriale e comunale.
«L'amministrazione resta ancorata alla proposta di salvaguardare e valorizzare i beni identitari di Arzachena nel suo insieme – sottolinea il sindaco -. Continuiamo a portare avanti la trattativa tra Comune e Regione, avvalorata anche dalla delibera di consiglio comunale votata all'unanimità più di un anno fa. E anche in seguito ai recenti incontri tra i due enti, che hanno riaperto un dialogo dopo un lungo corto circuito. Non siamo contrari al bando e all'indirizzo strategico della Regione, siamo rammaricati per non essere stati coinvolti, nonostante avessimo dato la nostra disponibilità a dialogare. Nelle trattative non si può pensare solo agli interessi commerciali, ma ai valori identitari, culturali, sociali e scientifici che solo un confronto aperto fra istituzioni può garantire».
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