Ecco l’aula consiliare super lusso

Il sindaco Nizzi taglia il nastro della sala costata un milione di euro, benedizione speciale del vescovo

OLBIA. Elegante, luminosa, principesca. E non poteva che essere così la nuova aula consiliare costata quasi un milione di euro. Il sindaco Settimo Nizzi sceglie il giorno del suo 63esimo compleanno per consegnare alla città la sala in cui maggioranza e opposizione discutono il futuro della comunità. Disegnata da uno studio londinese, la grande stanza al piano terra dell’ex palazzo scolastico, oggi sede degli uffici comunali, ha avuto un periodo di gestazione di oltre due anni e un costo totale di 910mila euro. «Fino a oggi eravamo relegati in un luogo sgradevole, nel palazzo di Poltu Quadu, esteticamente non bello e nemmeno funzionale – dice Nizzi –. Qualcuno si domanda come sia possibile spendere così tanto denaro pubblico per fare una sala consiliare. Rispondo che non abbiamo cercato di risparmiare in tecnologia e in qualità dei materiali perché questa sala è destinata a durare per parecchi decenni. Ci abbiamo impiegato due anni, è vero. Da fuori sembra facile realizzare un’opera così, ma quando si investe in tecnologia i tempi inevitabilmente si allungano».

Benedizione e crocefisso. Il vescovo Sebastiano Sanguinetti arriva da Tempio per benedire la nuova aula consiliare. E regala al sindaco un grande crocefisso. Sarà sistemato nella parete centrale. Che verrà impreziosita da un’opera artistica. «La parete è ancora spoglia – precisa Nizzi –. Sarà arricchita da un qualcosa che dovrà essere un valore aggiunto. A breve pubblicheremo un bando. Per il logo del MusMat facemmo una gara, vinta da dei giovani. In questo caso non possiamo rivolgerci a dei ragazzi, ma qualora dei giovani, artisticamente validi ci faranno una proposta valida, la accoglieremo volentieri».

Pillole di storia. L’aula consiliare di via Garibaldi è la terza del periodo post-bellico. La prima, nel 1934, nell’edificio oggi sede della biblioteca comunale; poi Poltu Quadu. Il sindaco Nizzi ripercorre la storia portando in aula dei documenti storici. Come quello che certifica che “regnando Vittorio Emanuele III, duce Benito Mussolini, sua altezza reale il principe di Piemonte ha inaugurato la Casa del comune di Terranova Pausania il 13 ottobre 1934”. «Allora Olbia era una piccola realtà – commenta Nizzi –, poche migliaia di abitanti rispetto a una città viva, forte e seguita come quella dei nostri giorni. Con 62mila abitanti, con un buon 30-40 per cento di non residenti che qui vivono e lavorano stabilmente. Rispetto ad allora, oggi ci siamo noi. Che non abbiamo riferimenti nobiliari, ma siamo figli di questa città. E chi non è figlio di questa città ha comunque scelto di vivere qui ed è comunque olbiese. Questa è la forza della nostra comunità».

Sindaci di ieri e di oggi. Nizzi elenca poi i nomi di tutti i primi cittadini. Dal post fascismo fino a oggi. Emozionati, tra il pubblico in prima fila, due fasce tricolori storiche: Giulio Careddu e Tore Mibelli.

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