«Costa troppo fare la spesa in paese»

Lettera al sindaco di Padru: fateci andare al discount. Satta: non dipende da noi

OLBIA. La spesa si deve fare vicino casa. E non al di là dei confini comunali. Ma un conto è vivere a Olbia e un conto è vivere nei paesi, visto che riempire il carrello nei market dei piccoli centri sta diventando un’operazione sempre più dispendiosa. I prezzi sono naturalmente più alti e le famiglie, molte colpite dalla crisi economica generata dalla pandemia di coronavirus, cominciano ad avvertire una certa difficoltà. Succede un po’ dappertutto. Da Telti a Luogosanto, da Monti a Sant’Antonio. A Padru alcuni cittadini hanno anche scritto al sindaco: «Ci sarebbe una formula che ci consenta di fare una spesa consistente nei discount di Olbia?». Antonio Satta, che personalmente non può farci nulla, ne parlerà con il Prefetto.

Vicino a casa. In poche parole, come è scritto nei decreti firmati dal premier Giuseppe Conte, si può uscire dal proprio Comune solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Insomma, bisogna ridurre al minimo gli spostamenti. La spesa, dunque, si può fare solo nei negozi vicino casa, salvo alcuni casi limite come quelli dettati dalla necessità di acquistare prodotti specifici per allergici e intolleranti. «Ma purtroppo questa situazione di emergenza, che si sta protraendo a data indefinita, sta creando il problema dei costi elevati» scrivono da Padru, dove ci sono sole due negozi in cui i prezzi non sono da discount.

Il sindaco. Antonio Satta conosce bene il problema. E dice di capire le esigenze dei cittadini che si sono rivolti a lui: «Ma non dipende da noi. Non posso autorizzare le persone a uscire dal Comune, non ho la competenza per mandarle a fare la spesa a Olbia. Purtroppo l’uscita dai paesi per motivi che non riguardano per esempio il lavoro e la salute non è prevista». Ma il sindaco, domani, ne parlerà comunque con il prefetto di Sassari. «Per me non ci sarebbero particolari problemi – continua Satta – Capisco la situazione, ma le disposizioni sono queste e non posso di certo cambiarle io. Quindi sottoporrò la questione al prefetto, almeno per cercare di capire se esiste una soluzione».

La protezione civile. Il sito della Protezione civile, comunque, parla in modo chiaro. Nella sezione delle risposte alle domande più frequenti è specificato: «Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si ha la residenza o il domicilio sono vietati. È possibile spostarsi in altri Comuni solo ed esclusivamente per comprovate esigenze lavorative o in casi di assoluta urgenza o per motivi di salute. Laddove quindi il Comune non disponga di punti vendita, o sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel Comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati».

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