SOLIDARIETà
Mascherine per il Giovanni Paolo II: il regalo di Soroptimist
TEMPIO. Da ieri la diocesi di Tempio-Ampurias e, in particolare, la Gallura hanno tre nuovi diaconi. Sono Mauro Caldaras, Daniele Murrighili e Francesco Martino Mocci, e sono stati ordinati dal...
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TEMPIO. Da ieri la diocesi di Tempio-Ampurias e, in particolare, la Gallura hanno tre nuovi diaconi. Sono Mauro Caldaras, Daniele Murrighili e Francesco Martino Mocci, e sono stati ordinati dal vescovo, monsignor Sebastiano Sanguinetti, in una cattedrale priva della sua consueta cornice di fedeli che in occasioni come queste, molto sentite dalla comunità, fa sempre registrare una grande presenza. Il rito dell'ordinazione è stato celebrato all'interno di una chiesa vuota, ma i numeri della diretta tv e della diffusione delle riprese televisive sui social dicono che a seguirla sono state diverse centinaia di persone. Un numero superiore a quello delle più requentate messe domenicali. Segno di un bisogno che i giorni di crisi stanno forse facendo emergere e acuendo.
«Ci troviamo – ha detto il vescovo in apertura della cerimonia religiosa – in un contesto singolare, e questa è una celebrazione singolare perché si svolge senza la sua assemblea. Ci siamo chiesti nei giorni scorsi se tenerla o no; abbiamo deciso di sì perché la riteniamo un segno importante».
Quella dell'ordinazione diaconale non è certo la prima celebrazione online di monsignor Sanguinetti. Le condizioni imposte dai decreti di chiusura e dal cosiddetto "distanziamento sociale" hanno imposto un cambio di registro comunicativo anche alla sua diocesi. «Pur mancando l’assemblea, questo rito e questo sacramento conservano tutta la loro forza. Dio non abbandona il suo popolo e dimostra di continuare ad operare nella storia attraverso coloro che lui designa». Il vescovo ha quindi illustrato il significato profondo della diaconia, «un dono di sé stessi come quello fatto da Cristo nella sua Pasqua di morte e resurrezione». Monsignor Sanguinetti ha, inoltre, sottolineato l'importanza del servizio che verrà reso dai tre nuovi diaconi, chiamati ad operare in un contesto fattosi più difficile. «C'è da assistere una schiera esorbitante di nuovi poveri, persone che non hanno più nemmeno di che comprare un pezzo di pane per vivere». Questa è chiaramente come la missione prioritaria della chiesa diocesana alle prese con le gravi conseguenze della pandemia. (g.pu.)
«Ci troviamo – ha detto il vescovo in apertura della cerimonia religiosa – in un contesto singolare, e questa è una celebrazione singolare perché si svolge senza la sua assemblea. Ci siamo chiesti nei giorni scorsi se tenerla o no; abbiamo deciso di sì perché la riteniamo un segno importante».
Quella dell'ordinazione diaconale non è certo la prima celebrazione online di monsignor Sanguinetti. Le condizioni imposte dai decreti di chiusura e dal cosiddetto "distanziamento sociale" hanno imposto un cambio di registro comunicativo anche alla sua diocesi. «Pur mancando l’assemblea, questo rito e questo sacramento conservano tutta la loro forza. Dio non abbandona il suo popolo e dimostra di continuare ad operare nella storia attraverso coloro che lui designa». Il vescovo ha quindi illustrato il significato profondo della diaconia, «un dono di sé stessi come quello fatto da Cristo nella sua Pasqua di morte e resurrezione». Monsignor Sanguinetti ha, inoltre, sottolineato l'importanza del servizio che verrà reso dai tre nuovi diaconi, chiamati ad operare in un contesto fattosi più difficile. «C'è da assistere una schiera esorbitante di nuovi poveri, persone che non hanno più nemmeno di che comprare un pezzo di pane per vivere». Questa è chiaramente come la missione prioritaria della chiesa diocesana alle prese con le gravi conseguenze della pandemia. (g.pu.)
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