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Olbia

Abusi edilizi a villa Nizzi il Tar: niente demolizione

di Marco Bittau
Abusi edilizi a villa Nizzi il Tar: niente demolizione

Il tribunale ha accolto il ricorso e sospeso l’ordinanza del Comune di Golfo Aranci In discussione la cantina che, per l’accusa, sarebbe stata trasformata in cucina  

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GOLFO ARANCI. Ancora un colpo di scena nell’inchiesta sui presunti abusi edilizi nella nuova villa del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, costruita a Terrata. Il Tar ha sospeso l’ordinanza di demolizione e rimessione in pristino della cantina interrata che, secondo l’accusa, era diventata una cucina attrezzata. Il sindaco aveva presentato ricorso attraverso gli avvocati Leonardo Salvemini e Sergio Deiana e il tribunale, sulla base di un giudizio “a cognizione sommaria”, ha accolto l’istanza cautelare sospendendo l’ordinanza. Significa che il locale può restare così come si trova oggi. L’udienza per il proseguo nel merito della causa si svolgerà l’anno prossimo.

«Siamo soddisfatti della decisione assunta dal Tar – dicono gli avvocati difensori Leonardo Salvemini e Sergio Deiana – che ha prospettato una verosimile illegittimità dell’ordinanza impugnata».

La vicenda era iniziata il 22 ottobre scorso con il sequestro della villa richiesto dal procuratore di Tempio Gregorio Capasso e disposto dal gip del tribunale Caterina Interlandi. La Procura aveva contestato al sindaco di Olbia di aver costruito con una concessione scaduta, di averlo fatto in una lottizzazione sottoposta a vincolo idrogeologico, di aver cambiato la destinazione d’uso del seminterrato, trasformato in appartamento, e di non aver rispettato le prescrizioni per i colori della piscina. Successivamente, il 4 novembre il Tribunale del riesame, accogliendo le richieste degli avvocati difensori, aveva dissequestrato parzialmente la villa, confermando i sigilli solo per la cantina. Che, stando alle accuse della Procura, confermate anche dal Riesame, sarebbe stata trasformata in un locale abitabile con cucina e bagno. Contro il dissequestro la Procura di Tempio ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che le motivazioni del provvedimento del Tribunale del riesame sono illogiche e non adeguatamente argomentate, soprattutto relativamente alla contestazione che riguarda l’inizio dei lavori. Il concetto di “inizio lavori” è inteso in maniera diversa dal Riesame: per stabilire che i lavori sono cominciati entro i termini, per la Procura, occorrono opere importanti e visibili. La difesa sostiene, invece, che è sufficiente aver fatto scavi e messo paletti e mezzi nel cantiere. «I lavori sono iniziati tempestivamente, l’immobile è stato edificato nel pieno rispetto della normativa vigente», dicono gli avvocati difensori. Aspettando la decisione della Cassazione, intanto la difesa incassa il successo al Tar: niente demolizione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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