La Nuova Sardegna

Olbia

La mozione non passa attività balneari a bando

di Serena Lullia
La mozione non passa attività balneari a bando

Davide Bacciu, Progetto Olbia: «Così si mandano sul lastrico 60 famiglie olbiesi» Il sindaco Nizzi: «Tutti devono poter concorrere per aggiudicarsi le concessioni»

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Anche se virtuale lo scontro è feroce. Nel Consiglio in streaming si fronteggiano posizioni opposte sulla proroga delle concessioni balneari fino al 2033. Vedute differenti dal punto di vista giuridico, con citazione di sentenze e pronunciamenti diversi a sostegno delle proprie convinzioni. E dal punto di vista delle motivazioni a supporto del sì: garantire la prosecuzione delle attività sul mare a chi le possiede già da anni e assicurare posti di lavoro. E del no: mettere a bando concessioni che si esercitano su un bene dello Stato, quindi pubblico, dando la possibilità a tutti di partecipare a una gara pubblica per aggiudicarsele.

L’occasione del dibattito è la mozione proposta dal consigliere di Progetto Olbia, Davide Bacciu. Il suo documento fa da collante tra le due opposizioni, oggi insieme al Governo: Pd e Movimento 5stelle. La mozione doveva servire per impegnare la giunta comunale a dare un indirizzo politico in favore dell’estensione delle concessioni balneari, 58 in tutto sul litorale olbiese, per altri 15 anni. Proroga sostenuta dal Governo giallo-verde prima e giallo-rosso ora per “correggere” l’indicazione della direttiva europea Bolkestein che obbliga a mettere a bando le concessioni. La mozione non passa. No della maggioranza con una astensione; voto favorevole di M5S, Pd, Bacciu e Vanni Sanna.

Le ragioni del sì. Il consigliere Bacciu spiega perché sia giusto concedere una ulteriore proroga delle concessioni. «Perché lo dice una legge nazionale che a breve sarà rafforzata da un decreto legge – spiega –. Perché non esiste una sola sentenza che abbia giudicato illegittima la decisione del Governo e soprattutto perché in questo momento di crisi bisogna sostenere con azioni concrete le nostre attività produttive come i balneari. Imprenditori olbiesi che hanno fatto investimenti, spesso sostituendosi al pubblico nell’offrire un servizio sulle spiagge. Perfino Forza Italia, partito del sindaco e il presidente Berlusconi suo mentore, hanno inserito la proroga al 2033 tra i punti del piano Marshall per il turismo. Il no di Nizzi è una posizione personale che distrugge le famiglie olbiesi. Dovrebbe dimettersi». Sulla stessa linea il capogruppo Pd, Rino Piccinnu. «La stragrande maggioranza dei comuni si è espressa per il rinnovo. Andare a bando significa correre il rischio di mettere le nostre spiagge nelle mani di grandi multinazionali».

Le ragioni del no. Il sindaco Settimo Nizzi replica. «Una mozione strumentale con cui si chiede al Consiglio e alla giunta di spingere il dirigente comunale a compiere atti illegittimi. Dite falsità quando sostenete che non ci sono sentenze contro la proroga. Solo uno stolto può fare atti illegittimi e noi non lo siamo. Sarebbe abuso d’ufficio e istigazione a compiere reati penali. La Corte di Giustizia si è già espressa sulla illegittimità della proroga e dovreste sapere che non si pronuncia sullo stesso tema due volte. Inoltre le spiagge sono dello Stato, quindi di tutti. Nessun cittadino può rivendicarne la proprietà. Tutti hanno il diritto di concorrere con una gara pubblica per poter avere una concessione balneare. Non sono succube della politica regionale, nazionale o di. Io seguo la legge e per me la proroga è illegittima. Se poi pensate che noi stiamo sbagliando, fate ricorso al Tar».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Meteo

La Sardegna nella morsa del caldo, martedì e mercoledì arriva la fiammata africana: fino a 45 gradi

Le nostre iniziative