Treni vuoti, stazione al capolinea

Mancano i turisti e i pendolari, l’emergenza sanitaria assesta il colpo di grazia al trasporto su rotaia

OLBIA. In tempi di distanza personale, la stazione ferroviaria di Olbia è una garanzia. Nel senso che la circolazione è talmente limitata che non c’è possibilità di assembramenti. Ma per questo, come effetto collaterale, mancano particolari accorgimenti sul rispetto delle distanze stesse, non ci sono dispenser di gel igienizzanti e l’unica traccia di coronavirus sono gli adesivi che ricordano le prescrizioni da rispettare.

Stop studenti e turisti. Le corse sono riprese con i classici collegamenti con Cagliari e Sassari. Ma l’assenza degli studenti pendolari, dei turisti, data la chiusura di porti ed aeroporti, rende il numero di passeggeri molto limitato. La biglietteria è chiusa in un normale venerdì in cui il numero di persone sulle strade di Olbia è nettamente cresciuto. Ma la stazione ferroviaria fa storia a sé. I distributori automatici sostituiscono la biglietteria e limitano le (solo potenziali) file per acquistare i documenti di viaggio. Ma le distanze sono lasciate alla buona volontà, dato che mancano indicazioni sul pavimento o percorsi dedicati.

Vademecum. In realtà il Gruppo Ferrovie dello Stato ha ricordato a tutti i passeggeri che devono rispettare una sorta di vademecum che prevede: di indossare sempre la mascherina protettiva; essere responsabili socialmente, per sé e per gli altri, rispettando la distanza di sicurezza indicata dalle autorità sanitarie, le indicazioni e le informazioni presenti a bordo dei treni e nelle stazioni; essere collaborativi a bordo treno con il personale ferroviario, utilizzare percorsi e porte di ingresso e uscita dai treni come indicato dai pannelli informativi; essere collaborativi in stazione con il personale ferroviario nell’entrare o uscire dai varchi, seguendo i percorsi individuati e le indicazioni dei pannelli informativi. A Olbia in realtà esistono due ingressi, ma non ci sono indicazioni su percorsi distinti: entrambi recano la segnalazione ingresso e non c’è un’uscita esclusiva.

Metà passeggeri. I dati parlano di una riduzione media di passeggeri superiore al 50% nella fase 2 della pandemia. Un dato che a Olbia potrebbe essere sottostimato. Dunque per ora i controlli avvengono sui treni, dove a volte sono presenti i dispenser con gel igienizzante. Nelle stazioni i controlli sanitari, però, diventeranno necessari. Fds sta valutando la distribuzione dei termoscanner anche nelle stazioni minori del territorio nazionale, ma in relazione agli attuali volumi di traffico. Le piccole stazioni periferiche come Olbia, dunque, dovrebbero per ora essere escluse. I treni gestiscono traffico interno, non hanno lo stesso impatto di porti e aeroporti, che accolgono persone provenienti da altre Regioni. Per il momento la mascherina a bordo dei treni è obbligatoria, mentre l’uso di guanti monouso è raccomandato. Nelle stazioni e sulle piattaforme di attesa i flussi dovranno essere regimentati in entrata e in uscita per evitare assembramenti e garantire il distanziamento tra viaggiatori.

Le novità. Oltre a mascherine obbligatorie e alla raccomandazione di guanti monouso, una delle principali novità riguarda l’introduzione del biglietto elettronico nominativo su alcuni tipi di treni. Per quanto riguarda il trasporto regionale, l’aumento progressivo delle corse dovrà comunque assicurare che le presenze a bordo siano tali da consentire il distanziamento, agevolato dall’indicazione dei sedili da lasciare liberi e dalle indicazioni sui comportamenti individuali da tenere durante il viaggio. Quindi anche le stazioni dovranno predisporre il prima possibile percorsi a senso unico per separare i flussi in entrata e uscita, distribuendo le persone in modo tale da evitare assembramenti e proseguendo con i controlli scrupolosi ai gate.

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