Processo per l’alluvione il pg chiede nuove prove

Respinta la richiesta della difesa: riteneva inammissibile l’appello della Procura  In primo grado l’ex sindaco Giovannelli e gli altri tre imputati erano stati assolti

OLBIA. Per la procura generale è necessario che la Corte disponga una nuova perizia per accertare l’effettiva condizione di straordinarietà di quanto successo il 18 novembre 2013, quando sei persone morirono travolte dalle ondate di acqua e fango del ciclone Cleopatra. È una delle richieste che il pg Gabriella Pintus ha formulato alla Corte presieduta da Plinia Azzena. Dopo una raffica di rinvii, prima per la protesta ad oltranza degli avvocati del Foro di Tempio, poi, a causa del Covid 19, è ripreso ieri in Corte d’appello, a Sassari, il processo di secondo grado per le morti dell’alluvione.

A processo, l’ex sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, i dirigenti del comune di Olbia Antonello Zanda e Gabriella Palermo e il funzionario Giuseppe Budroni, mentre esce di scena il dirigente dell’ex provincia di Olbia Tempio, Federico Ferrarese Ceruti (solo una parte civile aveva presentato appello, ma in ritardo, per cui è stato dichiarato inammissibile). La sentenza del tribunale di Tempio, il 29 settembre 2017, li aveva mandati assolti tutti con la formula più ampia (“perché il fatto non sussiste”) dalle accuse di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Nelle motivazioni si parlava di «un evento calamitoso imprevedibile ed eccezionale». La sentenza era stata impugnata dalle parti civili e dalla Procura di Tempio.

La Corte ieri ha rigettato le eccezioni preliminari presentate dalle difese, a cominciare «dall’inammissibilità dell’appello della Procura». Il processo, dunque, va avanti.

Il pg Gabriella Pintus – che punta alla riforma della sentenza di primo grado – ha fatto le sue richieste chiedendo la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale: cioè nuovi accertamenti, ritenendo, evidentemente, carente l’attività istruttoria effettuata dal tribunale di Tempio in primo grado. Ha chiesto, quindi, una nuova perizia sull’evento, di risentire in aula i due consulenti della difesa dell’ex sindaco Giovannelli che avevano redatto la consulenza tecnica, l’acquisizione di nuova documentazione relativa anche all’alluvione del 2011, e di sentire altri testimoni. Tutte richieste che abbracciano anche le istanze delle parti civili, che interverranno il 20 luglio.

L’ex sindaco è difeso dagli avvocati Nicola di Benedetto e Agostinangelo Marras, Budroni e Zanda dagli avvocati Jacopo Merlini e Pasquale Ramazzotti, Gabriella Palermo dall’avvocato Lorenzo Soro. I familiari delle vittime si sono costituiti parte civile con gli avvocati Elias Vacca e Danilo Mattana (Mazzoccu), Domenico Putzolu e Giampaolo Murrighile (Corona), Mario Perticarà (Paola e Domenica Casalloni figlie di Ragnedda), Alex Russo (Antonietta Casalloni, un’altra figlia di Ragnedda).

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