L’ultimatum dei sindaci: «Sanità, subito il vertice»

Firmato il documento di protesta: «Regione e Ats in Gallura entro 10 giorni» Anche il Tavolo delle associazioni alza la voce e condivide la rivolta dei primari

OLLBIA. Mai come ora la sanità gallurese è stata in ginocchio. Ed è arrivato il momento di dire basta. I sindaci del territorio, riuniti lunedì nell’auditorium di Arzachena, erano partiti da qui. E anche loro, come i primari ospedalieri, hanno fatto sentire la loro voce in modo durissimo. Perché nessuno è più disposto a stare a guardare di fronte al nulla. Vogliono i fatti. Per ottenere i quali è arrivato il documento di protesta che era stato annunciato e che, ieri pomeriggio, il presidente della conferenza socio sanitaria Antonio Satta (che è anche sindaco di Padru) ha condiviso con tutti i colleghi. Ed ecco l’ultimatum: «La convocazione urgente, entro dieci giorni, di un incontro degli amministratori di questo territorio con il presidente della Christian Solinas, con la giunta regionale, con l’ufficio di presidenza della commissione sanità, con i vertici dell’Ats e della Assl di Olbia. Il vertice - si legge nella nota firmata da Antonio Satta - si dovrà ovviamente tenere in Gallura, in una località che verrà concordata. Sono invitati tutti i consiglieri regionali della Gallura, il deputato Nardo Marino, il sub commissario della Provincia Pietro Carzedda e le organizzazioni sindacali».

La decisione (unanime) di portare avanti la linea della rivolta è arrivata proprio durante la riunione della conferenza socio sanitaria, disertata sia dalla Regione che dai vertici dell’Ats. «Continuiamo ad assistere a un costante, continuo e ormai insostenibile peggioramento sia dei servizi ospedalieri che della medicina territoriale dell’intera Gallura, con drammatiche e gravissime ripercussioni e rischi per la salute dei cittadini e dei vacanzieri - aggiungono i sindaci -. E noi non ci stiamo più».

La conferenza socio sanitaria, nel suo ultimo incontro, non ha voluto fare un elenco di tutte le emergenze. «Quelle si conoscono - è stato detto - e non faremo l’ennesima lista. Lo ripetiamo ancora: vogliamo una svolta reale».

Intanto anche il Tag, il tavolo delle associazioni della Gallura, esprime tutta la sua solidarietà ai primari «che con estrema chiarezza hanno raccontato la grave situazione nella quale sono costretti a operare. Ed è per questo che ci uniamo, con il peso delle imprese e dei lavoratori, a questa protesta. Non vogliamo fare una battaglia di bandiera politica o di campanile territoriale. Questo tema è molto importante e siamo seriamente preoccupati. Sollecitiamo, in primis, i rappresentanti galluresi in Regione (di minoranza e maggioranza) affinché si battano in difesa del territorio. Siamo aperti e disponibili a essere coinvolti in questo spirito costruttivo e al di fuori da strumentalizzazioni di qualsiasi genere per vedere rispettato un diritto sacrosanto come quello alla salute».

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