Il sì di Elena e Fabio a Stella Maris, primo matrimonio post Covid in Costa Smeralda
Cerimonia con pochi invitati, mascherina e distanziamento. Il vescovo Sanguinetti: "Si può celebrare con le giuste precauzioni, ma mancando il corredo esteriore molti preferiscono rinviare a tempi migliori"
ARZACHENA. Prima coppia di sposi post Covid a Porto Cervo. I lombardi Elena Mirchi e Fabio Cinetti hanno pronunciato il fatidico sì a Stella Maris, la loro chiesa del cuore. Una cerimonia intima, emozionante per gli sposi sardi d’adozione, una quindicina di invitati rigorosamente con la mascherina e per il parroco: il carismatico don Raimondo Satta. Per Elena e Fabio (ex calciatore e oggi allenatore) è stato un matrimonio da favola.
Stella Maris è un luogo simbolo di fede e devozione della Costa Smeralda. Le nozze sono state celebrate all’interno dell’edificio dalle pareti bianche e dalle forme arrotondate, un luogo sacro dove si mescolano arte e spiritualità. «L’amore – sintetizza Elena –, è andato oltre la pandemia e le restrizioni». Porto Cervo è la meta estiva per la coppia. «Vengo qui dal 1997 – sottolinea la sposa –. Questa chiesa mi è rimasta nel cuore. Siamo molto felici di aver potuto celebrare in Sardegna la nostra esperienza di fede, religiosa e di grande amore insieme al nostro bambino di 15 mesi, alle nostre testimoni: mia mamma e mia zia per Fabio».
Tutto si è svolto secondo le regole del protocollo post Covid. «La ripartenza dopo la pandemia – dice Elena –, è coincisa con questo nostro nuovo percorso di vita. Pochi invitati, con le mascherine, rispettando le distanze di sicurezza hanno potuto partecipare. Sul numero ridotto dei presenti hanno influito anche le difficoltà legate ai voli. Ci sono mancati i parenti e gli altri amici. Noi, invece, abbiamo potuto pronunciare il sì senza le mascherine. Abbiamo organizzato il matrimonio in un mese, è la prova che non bisogna avere paura di andare avanti, anche se l’emergenza sanitaria ha lasciato il segno, in un modo o nell’altro, in tutti gli italiani e nel mondo intero». Don Raimondo, entusiasta, ha evidenziato questa forza nel guardare oltre. «Il carisma del parroco – dice Elena –, è emerso anche durante l’omelia. Ha rimarcato che non bisogna fermarsi, ma reagire, proprio come abbiamo fatto noi. Perché tante coppie hanno invece deciso di rinviare il loro matrimonio».
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Una tendenza sottolineata sia da don Raimondo durante il rito religioso, sia dal vescovo della diocesi di Tempio-Ampurias. «Molti – afferma monsignor Sebastiano Sanguinetti –, hanno preferito rinviare le celebrazioni per le limitazioni imposte durante l’emergenza sanitaria. Il distanziamento sociale limita il numero dei partecipanti in chiesa e nei festeggiamenti che seguono il rito religioso. Si può celebrare con le giuste precauzioni, ma mancando il corredo esteriore molti preferiscono rinviare a tempi migliori. La tendenza generale infatti è quella di rinviare, anche se si registra comunque la voglia di sposarsi».
Elena parla del suo cammino di fede. «È stata una scelta consapevole – conclude la sposa –. Con Fabio ci conosciamo sin da ragazzi. È stato un ritrovarci come persone nuove, insieme alla fede. Sono sarda nel cuore. Bisogna vivere di più Porto Cervo anche spiritualmente, Stella Maris è una chiesa carica di energia». Elena descrive il marito come un uomo molto generoso. Fabio ha un passato calcistico. Qualche apparizione nelle file dell'Inter, 25 presenze in B. 30 nella seconda serie francese. «Ora è allenatore, un babbo e un marito con una gentilezza infinita nel cuore».
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