Tra sabbia e rocce vivono specie rare come l’euprotto sardo

OLBIA. I torrenti dell’isola non sono morti. La vita qui si nasconde tra le rocce e lungo i fondali, dove specie molto antiche resistono allo scorrere dei millenni con grandi difficoltà. «Nelle acque...

OLBIA. I torrenti dell’isola non sono morti. La vita qui si nasconde tra le rocce e lungo i fondali, dove specie molto antiche resistono allo scorrere dei millenni con grandi difficoltà. «Nelle acque dei torrenti della Sardegna vivono delle specie molto rare che sono riuscite a sopravvivere scegliendo questi ambienti isolati in cui è possibile rifugiarsi e trovarvi nutrimento – spiega il naturalista Marco Marrosu -. Nei torrenti possiamo incontrare specie uniche e protette come la trota sarda, la tartaruga palustre o il discoglosso sardo, tutte legate al nostro territorio e che svolgono la parte più importante del proprio ciclo vitale durante l’estate». Ma c’è una specie che è sicuramente più speciale delle altre. Si tratta dell’euprotto sardo, un rarissimo anfibio con coda molto simile a una lucertola. «Nel mondo è possibile incontrarlo solo in Sardegna – sottolinea Marrosu -. È considerato a livello mondiale più raro e vulnerabile del panda, indicato dalla Iucn come specie in pericolo di estinzione. Questo animaletto si riproduce in acqua in primavera e durante l’estate, sino all’autunno, le sue uova, fissate al substrato del fondale, si schiudono dando vita a delle larve lunghe meno di un centimetro. Questi esseri minuscoli crescono lentamente e solo dopo un anno saranno in grado come gli adulti di respirare fuori dall’acqua. Una volta nati, la loro alimentazione è principalmente a base di piccoli invertebrati acquatici che vivono nelle alghe del fondo, sotto la sabbia o nei massi». Per questo motivo il passaggio di chi pratica l’acquatrekking in maniera non consapevole potrebbe contribuire a metterlo ancor più in pericolo. (d.b.)

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