Perizia su villa Ragnedda il prezzo dell’asta è giusto

Magistrati, avvocati e tecnici sotto accusa a Roma, colpo di scena in udienza  Il consulente nominato dal pm conferma la valutazione fatta da Ermanno Giua

TEMPIO . L’udienza preliminare davanti al gup di Roma Nicolò Marino sul “caso aste” ha riservato ieri un colpo di scena tanto inatteso quanto sperato dalle difese. Il pubblico ministero Carlo Villani, nuovo titolare del fascicolo sulla presunta asta pilotata, subentrato a Stefano Rocco Fava, ha prodotto una perizia di parte sul valore della villa di Baia Sardinia del defunto imprenditore di Arzachena Sebastiano Ragnedda, venduta all’asta il 26 gennaio 2016. Il consulente del pm ha confermato sostanzialmente la valutazione fatta dall’ingegnere Ermanno Giua, il perito che a suo tempo valutò la villa venduta all’asta su incarico del tribunale di Tempio, ora imputato con l’accusa di falsa perizia. Sostanzialmente identico il valore attribuito all’immobile: Giua lo aveva stimato in 1 milione e 57mila euro, mentre il super consulente della Procura in 1 milione e 108mila euro.

Un punto importante a favore della difesa considerato che proprio il valore dell’immobile rappresenta il perno sul quale la Procura di Tempio prima, con l’allora procuratore Domenico Fiordalisi (che diede il via all’inchiesta) e quella di Roma, poi, con Stefano Rocco Fava, hanno costruito l’impianto accusatorio che ha portato la procura capitolina a chiedere il rinvio a giudizio, a vario titolo, per undici persone, tra cui quattro magistrati accusati di presunta turbativa d’asta e il perito incaricato di valutare la residenza, Giua, appunto, di falsa perizia. I difensori dell’ingegnere, gli avvocati Antonello Desini e Fabio Varone – che hanno contestato strenuamente a colpi di consulenze di parte la valutazione fatta dal perito nominato dall’allora procuratore Fiordalisi, il commercialista Ferdinando Caldiero – esprimono soddisfazione per il risultato della nuova perizia prodotta dal pm Villani. Tanto più che, mesi fa, avevano presentato al gup un’istanza con la quale chiedevano che venisse nominato un perito che stimasse l’esatto valore della villa. L’istanza era stata presentata dai difensori di Giua e alla richiesta avevano aderito le difese interessate: gli avvocati Gian Domenico Caiazza che assiste il giudice del tribunale di Tempio Alessandro Di Giacomo, gli avvocati Giovanni Azzena e Franco Luigi Satta, che tutelano l’ex presidente (ora in pensione) del tribunale di Tempio, Francesco Mazzaroppi, gli avvocati Filippo Di Nacci e Gianfranco Iadecola, difensori dei magistrati Chiara Mazzaroppi e Andrea Schirra, figlia e genero di Francesco Mazzaroppi, aggiudicatari della villa venduta all’asta e acquistata per 472mila euro. Secondo le accuse della Procura di Roma quella di Baia Sardinia è una villa di pregio venduta invece “a prezzo vile”. Ma il consulente nominato dalla Procura di Roma dice tutt’altro: ritiene che la perizia di Giua sia corretta sotto ogni aspetto (possesso, proprietà e valore). Ha smentito che sia una villa di pregio, precisando che non rientra nel territorio della Costa Smeralda come invece sostenuto dal perito della Procura di Tempio, Fernando Caldiero. Contrariamente a quest’ultimo, nell’esaminare la perizia redatta da Giua non ha individuato alcun elemento di falsità. Ha individuato degli errori che, peraltro, in contrasto con la versione accusatoria, avrebbero danneggiato e non favorito gli aggiudicatari dell’asta. «Questo dimostra che il nostro assistito non ha commesso alcun falso, di fatto escluso dal consulente della Procura, in quanto avrebbe conteggiato metri quadri in meno rispetto a quelli effettivi», commentano gli avvocati Desini e Varone. Sostanzialmente identico il valore attribuito alla villa. «Si tratta di una differenza minimale che dimostra l’assoluta bontà dell’operato di Giua».



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