La Nuova Sardegna

Olbia

Il primo consolato a Olbia è del regno dei Paesi Bassi

di Paolo Ardovino
Il primo consolato a Olbia è del regno dei Paesi Bassi

Nella sede di via Cimabue la cerimonia di investitura ufficiale di Cristina Ricci  Il giuramento davanti all’ambasciatore Joost Flamand che ha salutato in sardo

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OLBIA. Sventola alto il tricolore orizzontale dei Paesi Bassi dall’asta dell’edificio ad angolo tra via Cimabue e via Pinturicchio, ora sede del consolato olandese di Olbia. In estate era stata posta la targa, ieri si è celebrata la cerimonia ufficiale. E l’investitura di Cristina Ricci come console onoraria del Regno dei Paesi Bassi, attraverso il giuramento di fronte all’ambasciatore italiano Joost Flamand.

La cerimonia. All’evento, svoltosi nella terrazza del neo ufficio consolare, hanno preso parte diverse figure istituzionali locali e isolane. Davanti ai tanti calici alzati – e alle mascherine sul naso – a parlare a lungo è stata la stessa Ricci, volto noto in città come guida turistica e presidente dell’Acit, oltre che come documentarista per Arte tv. «Una grande emozione» dice subito, e gli occhi lucidi confermano. «Da ora questa sede sarà il punto di riferimento per tutti i cittadini dei Paesi Bassi del territorio che avranno necessità». Il suo discorso al pubblico si è mosso sulla storia e sul legame (ancora timido ma in crescita) tra popolo olandese e sardo. Una prima pietra è stata posta. E ai canonici saluti iniziali della Ricci fatti in olandese, ha replicato nel suo intervento l'ambasciatore Flamand nientemeno che in sardo, con sorpresa e applausi dei presenti. Proprio lì, nel palazzo a metà tra due vie che portano il nome di due pittori e che, indirettamente, richiamano la grande tradizione pittorica olandese, il «primo consolato della città» ha preso ufficialmente forma e diventa una nuova, illustre, istituzione di Olbia.

L'ambasciata. «Tra i tanti candidati, per noi Cristina era la scelta migliore – parole lusinghiere quelle di Joost Flamand, ambasciatore dei Paesi Bassi in Italia, giunto da Roma –. Una scelta ottima considerato il suo legame con il nostro Paese, con il mondo nordico. Per come si è insediata nelle strutture locali e per la vasta conoscenza del mondo della cultura». Due anni fa, nel 2018, il rapporto tra Olbia e Paesi Bassi era fiorito grazie alla mostra organizzata proprio dall’Acit al museo archeologico in memoria di Etty Hillesum, scrittrice ebrea vittima dell’Olocausto. «Ci siamo conosciuti in quell’occasione e già all’ora è nata l’idea della candidatura di Cristina – conferma Aart Heering, membro dell’ambasciata –. Sono molto contento che il re abbia avuto il buonsenso di scegliere lei. Spero di avere altre occasioni per tornare a Olbia e in Sardegna, negli ultimi anni decine di migliaia di olandesi stanno scoprendo l’isola, dalle coste alle zone interne».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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