La messa finisce prima: c’è troppa gente

Assembramenti nella basilica e sul piazzale. Anche se incolpevole don Tamponi riceve la visita della polizia locale

OLBIA. Troppa gente in chiesa. E la messa finisce in anticipo.

Ieri il parroco di San Simplicio don Antonio Tamponi è stato costretto ad accorciare frettolosamente i tempi della funzione dedicata ai bambini: niente omelia e rapida chiusura. Ma ha comunque ricevuto la visita della polizia locale e rischiato il verbale - in qualità di responsabile - anche se senza colpe. Alla fine non è scattata la sanzione e il sacerdote è stato “perdonato”: perché lui aveva stabilito da tempo regole di accesso e gruppi separati. Decisione, questa, che ha anche potuto documentare mostrando un calendario fissato dallo scorso 19 ottobre ma che invece non è stato rispettato dai fedeli.

Risultato: ieri mattina fuori dalla basilica c’era un numero incredibile di genitori appiccicati (anche se tutti indossavano la mascherina) che aspettavano l’uscita dalla chiesa dei figli. Ma il problema è nato proprio lì, tra i banchi della basilica, nei quali da tempo sono stati contrassegnati i posti per favorire il distanziamento. Alle 9 si sarebbero dovuti presentare soltanto i ragazzini che devono fare la cresima e invece sono arrivati anche quelli più piccoli, appartenenti a ulteriori gruppi, i quali avrebbero dovuto seguire altri orari. Inutile il tentativo da parte del diacono e delle catechiste di far allontanare gentilmente gli “esuberi”. È stata dura soprattutto con alcuni anziani, più che con i bambini, che non ne volevano sapere di lasciare la chiesa.

E così don Tamponi ha dovuto pronunciare l’“andate in pace” prima del solito. «Non ho avuto alternative – racconta don Tamponi –. Ho saltato l’omelia e la messa è finita. So bene che la responsabilità di eventuali assembramenti ricade comunque su di me e questo avviene anche se mi sono mosso in anticipo e con grande attenzione proprio per far rispettare le norme anti-Covid. Così ho mostrato agli agenti della polizia locale una chat su whatsapp nella quale risultavano i turni, i gruppi e le giornate delle messe in vista delle comunioni e delle cresime. Turni rigidi, che tutti avrebbero dovuto seguire. Ma ieri non è avvenuto. Io non potevo vedere quanta gente ci fosse fuori ma mi sono reso conto che all’interno il numero di persone era andato oltre quello consentito (180) e così ho accelerato i tempi: in quella situazione non avrei potuto proseguire. E ciò che si è verificato non dovrà più ripetersi». Sino alla settimana scorsa, non ci sono stati mai problemi a San Simplicio. «Abbiamo installato un termoscanner, come all’aeroporto, per misurare la temperatura e non si sono verificati affollamenti. Da adesso in poi, però, sarò ancora più severo: le regole e i distanziamenti vanno assolutamente rispettati».

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