L’allarme di Geasar: crolla l’occupazione e investimenti fermi

Assunti 90 stagionali in meno e più cassa integrazione L’ad Silvio Pippobello: «Serve un sostegno agli aeroporti»

OLBIA. «Dopo gli aiuti economici ai vettori, devono arrivare quelli agli aeroporti. Dal punto di vista del business siamo in ginocchio, anche per quanto riguarda l’occupazione». L’allarme lo ha lanciato Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar, società di gestione dell’aeroporto Costa Smeralda, a margine del webinar “Outlook 2021. La nuova normalità del trasporto aereo e del turismo dopo il Covid”. Senza aiuti economici l’aeroporto di Olbia rischia di dover pronunciare una parola finora sconosciuta nella lunga storia della Geasar: licenziamenti. Senza contare gli investimenti. Tutti congelati, a partire dall’ampliamento dell’aerostazione. Regione e Governo devono intervenire con risorse importanti a favore degli aeroporti.Intanto, per il 2021 la società ha già annunciato la richiesta di rinnovo della cassa integrazione per i suoi dipendenti.

Posti di lavoro. «L’occupazione degli aeroporti è crollata. In quello di Olbia, che tradizionalmente ha fatto largo uso di personale stagionale, in questi mesi abbiamo assunto 90 unità in meno, con un decremento del 65% della forza lavoro – spiega Pippobello –. Abbiamo poi fatto largo uso della cassa integrazione per quanto riguarda le unità fisse. Gli effetti sul territorio sono pesanti, per l’influenza che l’aeroporto ha dal punto di vista economico. Solo l’aeroporto di Olbia ha normalmente un Pil di oltre 450 milioni di euro e muove un’occupazione di circa 8 mila persone tra gli occupati diretti, indiretti e l’indotto. Un impatto negativo ci sarà, determinato dalla riduzione del traffico aereo sul territorio. Direi quasi disastroso».

Gli investimenti. «Sono stati congelati, posticipati a una data che non conosciamo, ancora da decidere – sottolinea l’amministratore delegato di Geasar -. Solo l’aeroporto di Olbia, che prevedeva di investire circa 57 milioni di euro nel 2020, ha dovuto ridurli a 29 milioni di euro, quasi 30 milioni di euro in meno. Abbiamo dovuto rinviare investimenti importanti, come l’ampliamento della stazione passeggeri. Quando potremo farlo? Solo quando ci saranno le risorse. Ecco perché occorre supporto da parte della Regione e del Governo. Sappiamo che in Europa, ma anche in Italia, si stanno muovendo per supportare gli aeroporti. Qui in Sardegna non si è ancora visto niente ed è il momento di muoversi, perché se gli aeroporti sardi non verranno supportati perderemo le opportunità di ripresa del 2021». La pandemia ha fatto crollare nel 2020 il traffico passeggeri per la Sardegna del 62%. Nel 2019 l’isola ha avuto 9 milioni di passeggeri, scesi quest’anno a 3 milioni e 600 mila. Un decremento choc nei tre scali sardi: Alghero ha perso il 60% del traffico, Cagliari e Olbia il 64%.

Ammortizzatori sociali. Cassa integrazione a zero ore per un anno. La Geasar, meno di un anno fa, aveva annunciato ai sindacati l’apertura della procedura per la richiesta dell’accesso agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti. La prima volta in oltre trent’anni di vita della società, quindi un fatto traumatico. I dipendenti Geasar ed Eccelsa, società che si occupa dei voli privati, avevano potuto accedere al Fondo speciale del trasporto aereo, che consente di avere circa l’80% dell’ultima retribuzione. Accesso agli ammortizzatori sociali ottenuto anche per i lavoratori di Cortesa, la società del gruppo che cura il settore commerciale “no aviation”. In particolare, Geasar aveva ottenuto la cassa (12 mesi) per 229 lavoratori: 85 operai, un apprendista, 127 impiegati e 11 quadri dirigenti. Ai quali vanno aggiunti i venti dipendenti di Eccelsa. La gran parte dei dipendenti con contratti a tempo indeterminato, con 5 impiegati a tempo determinato.

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