Dimessi due medici l’Usca è operativa con un solo dottore

La Maddalena, l’ultima rinuncia all’incarico è del 15 gennaio Il sindaco Lai: «Servizio che si riduce col calare dei contagi»

LA MADDALENA. L’associazione Presidio Paolo Merlo aveva lanciato l’allarme sull’Usca. «Dei tre medici promessi dall’Ats non ce n’è nemmeno uno», aveva dichiarato il presidente Aldo Pireddu. La denuncia, circoscritta alla giornata di ieri, ha generato polemiche ma ha anche offerto alla Assl l’occasione di fare il punto sulla situazione isolana dell’assistenza ai pazienti Covid.

A novembre, la richiesta di potenziamento del servizio da parte del sindaco, Fabio Lai, era stata accolta. I medici Usca erano diventati due. E il 31 dicembre era stato annunciato l’arrivo del terzo dottore. Qualcosa però è andato storto. La maledizione delle dimissioni ha colpito ancora una volta la sanità isolana. «Due medici hanno dato le dimissioni, le ultime sono state presentate il 15 gennaio – conferma la Assl di Olbia –. La Direzione, di concerto con il Distretto, per garantire alla popolazione isolana la continuità assistenziale, ha provveduto a inviare, già dalla giornata di sabato 16 gennaio, un medico Usca in servizio presso il Distretto di Olbia. Dalla giornata di lunedì 18 gennaio la Direzione della Assl ha provveduto a riorganizzare l’attività dei medici dell’Usca in ambito aziendale, prevedendo la rotazione dei medici all’interno dell’Area così da sopperire eventuali carenze locali di personale». Significa quindi che, dopo le dimissioni dei due medici, all’Usca della Maddalena non c’è più un medico in pianta stabile. Il dottore arriva per coprire il turno del mattino, dal lunedì al venerdì, inviato a rotazione dal distretto di Olbia. Arriva quindi da Olbia o da Tempio. Nel caso in cui però si verifichino esigenze straordinarie, il medico viene inviato alla Maddalena anche nel fine settimana.

Il sindaco Fabio Lai bacchetta l’associazione presidio Paolo Merlo e la accusa di allarmismo. «L’Usca non gestisce l’emergenza, è una unità speciale che si occupa di controllo domiciliare dei malati Covid-19. Il suo assetto viene costantemente modificato in base al numero dei contagi. Senza dubbio ha svolto e continua a svolgere, un servizio essenziale quanto eccezionale nella lotta contro la pandemia ma è destinata a essere progressivamente disattivata con il cessare dell’emergenza sanitaria. La proroga della sua operatività, non a caso, viene effettuata periodicamente. Qualcuno non ha capito questo concetto semplicissimo e crea allarmismi ingiustificati. Paradossalmente, la fine del suo operato coinciderà con la conclusione dell’emergenza sanitaria in corso. Non stiamo parlando di medici ospedalieri. Se l’azienda sanitaria decide di potenziarla vuol dire che stanno aumentando i contagi. In questo momento, per fortuna, i casi a La Maddalena sono in progressiva diminuzione rispetto a due mesi fa, periodo in cui abbiamo subito il picco più alto e richiesto il potenziamento».

Sull’argomento interviene anche il capogruppo Lega, Dario Giagoni. «Sul problema che è sorto dopo la rinuncia dei due medici, ognuno di noi, dall’assessorato, all’azienda sanitaria, al sindaco, ha lavorato alacremente. Capisco bene come una popolazione che per tanto tempo si è vista depredata dei propri diritti nutra lecita diffidenza verso promesse fatte e progetti da attuare, ma ci tengo a precisare una cosa: il servizio Usca è sempre stato garantito. I 20 pazienti attualmente positivi sono seguiti costantemente dagli operatori del servizio. Ritengo che si sia ottenuto un buon risultato garantendo la presenza di un medico Usca dal lunedì al venerdì».

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