Il Tar: «La Alan Kurdi può lasciare Olbia per la Spagna»

La nave arrivata con 125 migranti era stata fermata dalla Capitaneria di porto: potrà rientrare nell'home port per fare dei lavori in cantiere ma non potrà riprendere l'attività

OLBIA. La nave “Alan Kurdi” potrà riprendere il mare dopo quasi sette mesi dal fermo, ma solo per andare in Spagna per eseguire dei lavori in cantiere. 

Lo ha deciso il Tribunale amministrativo di Cagliari con un’ordinanza che ha accolto il ricorso della ong Sea Eye contro ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Capitaneria di porto di Olbia. Il Tar ha annullato, previa sospensione dell’efficacia, il provvedimento con cui il 9 ottobre 2020 gli ispettori della capitaneria avevano disposto il fermo della nave Alan Kurdi al molo Cocciani dopo lo sbarco di 125 migranti provenienti dalla Libia, tra i quali donne e bambini.

Confermate le criticità sulla sicurezza rilevate dalla capitaneria, ma valutato anche il grave danno patrimoniale derivante dal prolungato fermo il Tar ha dato il via libera all'alla partenza della nave. 

La Alan Kurdi dell’ong tedesca aveva attraccato al porto industriale il 25 settembre, dopo l’autorizzazione del Viminale, tra le proteste di assessori e consiglieri regionali della Lega. Sul posto erano poi giunti il questore e il prefetto. 

 

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