Brevetti galluresi contro il radon

Una startup di Calangianus ha inventato un sistema per battere il gas cancerogeno nei luoghi chiusi

CALANGIANUS . Lottare con successo contro il gas radon, ridurne l'impatto del gas all'interno degli spazi chiusi, dove viviamo, dalla casa ai luoghi di lavoro. “Radoff”, una startup innovativa con sedi a Calangianus e Sassari oltre che a Milano e Bologna, fondata nel 2018 da Domenico Cassitta, ingegnere calangianese, classe 1978, conquista nuovi ambiziosi traguardi. Si tratta di una impresa non comune ma urgente, visto che per l’Organizzazione mondiale della sanità il radon è un gas radioattivo incolore e inodore, responsabile di oltre 3mila decessi all’anno solo in Italia. Dietro, peraltro, c’è una commovente storia umana.

È notizia di questi giorni che “Radoff”, collaborando con enti di ricerca tra i più importanti d'Italia, ha messo a punto un dispositivo per il monitoraggio e la bonifica in ambiente indoor del gas radon e delle polveri sottili, protetto e certificato da tre brevetti internazionali. In particolare “Radoff” ha sottoscritto un accordo di ricerca con le Università di Modena-Reggio Emilia e Trento che consentirà lo sviluppo di un sensore ad altissima precisione per la rilevazione del gas radon, in grado di fornire valori affidabili con tempi di risposta più rapidi rispetto ai detector tradizionali.

Nel luglio 2020 anche l'Italia ha recepito la Direttiva 2013/59/Euratom che impone l'obbligo di monitorare il gas radon e attuare soluzioni di bonifica. Presto sarà attivata su tutto il territorio nazionale con l'obbligo di monitorare la concentrazione di gas radon nelle abitazioni, negli edifici pubblici e nei luoghi di lavoro, di attuare soluzioni di bonifica per concentrazioni di radon superiori a un determinato livello di riferimento (300 bq/ mc edifici esistenti – 200 Bq/ mc per nuove costruzioni).

“Radoff” al riguardo è in prima linea. Gli studi per ottenere dispositivi idonei – spiega Cassitta – sono partiti utilizzando la Gallura come laboratorio sperimentale poiché il substrato geologico di questa macro area è caratterizzato da suoli intrusivi con elevata percentuale di U222 e U221 il cui decadimento genera il radon. Nel comune di Calangianus, in un edificio di circa 2mila metri quadri, sono ubicati i lavoratori di ricerca e sviluppo, cuore pulsante del progetto.

«Il rischio del tumore al polmone aumenta proporzionalmente con l’aumentare dell’esposizione al radon – spiega Domenico Cassitta – La nostra, pertanto, è una sfida sociale: eliminare il gas radon negli edifici per migliorare la vita delle persone. Tutti i nostri dispositivi nascono dalla perfetta fusione di hardware e software: il percorso che ha portato al loro sviluppo ricalca la filosofia delle smart city, fondate sulla relazione tra capitale umano e strumenti tecnologici all’avanguardia. Big Data, Intelligenza Artificiale, IoT, Mondo Phigital, Ingegneria chimica e meccanica, elettronica, termodinamica, nanoparticelle queste sono le discipline in cui tutti i nostri devices sono stati concepiti, sviluppati e creati».

Su una cosa Domenico Cassitta è riservato. Fa fatica a dire cosa lo ha spinto a perseguire questa importante iniziativa scientifica. Lo ha timidamente confidato anni fa al periodico locale “Calangianus oggi & ieri”: il progetto Radoff nasce a partire dal dolore per la perdita di persone a lui care, due zii materni scomparsi nel giro di due anni proprio di tumore al polmone Da quel momento qualcosa si è mosso dentro di lui e si è avviato per quella che risulta sempre più essere una affascinate avventura piena di soddisfazioni ma con due cari volti sempre presenti davanti a lui.

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