Golfo Aranci, il tribunale conferma lo sgombero della villa del sindaco di Olbia

Intanto a Roma la Cassazione ha rigettato il ricorso per il dissequestro dell'abitazione di Terrata

OLBIA. Da Roma a Tempio, altri due verdetti pesanti come macigni si abbattono sulla villa del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, a Terrata, alle porte di Golfo Aranci. A Roma - e non è una sorpresa - la Cassazione ha rigettato il ricorso per il dissequestro dell'abitazione finita sotto inchiesta per presunti abusi edilizi. Quasi in contemporanea, il gip del tribunale di Tempio, Caterina Interlandi, non ha accolto le richieste della difesa del sindaco di Olbia e ha confermato il provvedimento di sgombero già notificato dal Comune di Golfo Aranci. Contro la decisione del giudice di Tempio i difensori, gli avvocati Leonardo Salvemini e Sergio Deiana, hanno annunciato un ricorso urgente in Cassazione, ma il rischio che il sindaco Nizzi e la sua famiglia debbano lasciare la casa è piuttosto concreto.Sono gli ultimi atti di una lunga vicenda giudiziaria cominciata nell'ottobre 2019 e combattuta a colpi di ricorsi, sequestri e dissequestri.Lo sgombero era stato ordinato dal Comune di Golfo Aranci, che aveva dato 10 giorni di tempo per liberare l'immobile messo sotto sequestro dalla Procura. Il provvedimento era stato sospeso fino alla decisione del gip, che non ha tenuto conto degli argomenti sollevati da difensori: in primo luogo il fatto che il sindaco Nizzi vive in quella casa con la sua famiglia, inoltre l'esistenza di un procedimento amministrativo di sanatoria già in corso al Comune di Golfo Aranci. Tutto adesso si gioca sui tempi e sui termini di decorrenza. A parte il nuovo ricorso urgente presentato in Cassazione, sulla villa del sindaco Nizzi a Terrata pende ancora un pronunciamento. È quello del Tar Sardegna che aveva sospeso l'ordinanza del Comune, impugnata dalla difesa, che disponeva la demolizione della cantina, secondo l'accusa diventata una cucina attrezzata. Intanto, lo scorso novembre il gip del tribunale di Tempio, su richiesta del capo della Procura di Tempio, Gregorio Capasso, aveva nominato come custode giudiziario dell'abitazione sotto sequestro, il dirigente capo dell'ufficio tecnico di Golfo Aranci, revocandola allo stesso Nizzi in quanto non residente nel Comune.(t.s.)

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