La Nuova Sardegna

Olbia

Cimitero da ampliare, c’è il sì a metà

di Pietro Zannoni
Cimitero da ampliare, c’è il sì a metà

Calangianus nessuna discussione in Consiglio per l’assenza della minoranza

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CALANGIANUS. Un consiglio comunale caratterizzato dalla assenza della minoranza e che pertanto non ha presentato alcuna discussione sui vari punti. Per primo è stato approvato l’accertamento della condizione di indifferibilità e modifica della fascia di rispetto cimiteriale. Ormai, ed è cosa ben nota, si è al limite dei loculi disponibili, non ci sono aree all’interno del cimitero attuale per costruirne altri. Se ne può ricavare altri solo se si riduce la fascia di rispetto di 50 metri di distanza dalle case. Ora: ci sarebbero 320mila euro disponibili (250.000 della Regione, il resto fondi comunali ) per costruire 250-300 loculi per una prima risoluzione al problema. I consiglieri hanno approvato di chiedere la deroga per la distanza dei 50 metri dalle abitazioni all’Ats a cui ci si è già rivolti spiegando la delicata situazione. Tutto fra supporre che la delega possa essere concessa perché la situazione non ha, nell’immediato, soluzioni alternative. Il sindaco Albieri ha rimarcato che la questione cimitero ha un carattere urgente, non è più rimandabile. e che nel nuovo Puc si dovrà inserire una nuova area cimiteriale che naturalmente dovrà essere approvata dal consiglio comunale. Al riguardo c’è da dire che l’ampliamento del cimitero è uno degliannosi problemi irrisolti e che da tempo attende una soluzione radicale. Finora solo rinvii: le proposte non sono mai mancate ma alla fine non sono state mai concretizzate.

In finale di seduta il riconoscimento di debiti fuori bilancio. Il primo riguarda il pagamento di 7.700 euro, rispettando quanto indicato dalla Agenzia delle entrate, per una area su cui dovranno essere realizzate infrastrutture in Zona D. Il proprietario chiede invece una cifra più consistente. Il secondo debito è per chiudere definitivamente la vertenza giudiziaria apertasi nel 2014 quando erano forti le polemiche per l’acquisto da privati degli oltre 300 ettari del Limbara. Il Comune chiese la rescissione del contratto di vendita perché si riteneva che si fossero pagati più terreni di quelli realmente acquisiti. Poi però lo stesso Comune è stato condannato dal tribunale in primo e secondo gradi e allora la giunta Alberi per non spendere ulteriori soldi, ha deciso di soprassedere. Tanto più che l’amministrazione è stata condannata anche a pagare 16.000 euro di spese processuali.

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