La Nuova Sardegna

Olbia

«Prigionieri del cantiere del ponte da rifare»

di Sebastiano Depperu
«Prigionieri del cantiere del ponte da rifare»

Sant’Antonio. Nuova protesta dei residenti di Lu Bulioni e dintorni: «Lavori fermi, disagi enormi»

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SANT’ANTONIO DI GALLURA. Avrebbero dovuto essere terminati a febbraio i lavori per la realizzazione del nuovo ponte di "Lu Bulioni", che collega diverse borgate nell'agro del comune di Sant'Antonio di Gallura alla strada provinciale. Da sei mesi la strada è chiusa per consentire i lavori e gli abitanti della zona attendono l’ultimazione (che non arriva) per porre fine ai disagi che stanno vivendo a causa del cantiere. Si sono uniti e vogliono far sentire la loro voce, ancora una volta. Qualche mese fa, c'è stato un incontro anche con l’amministrazione comunale che aveva dato rassicurazioni.

«Invece – dicono i residenti della zona – nulla è cambiato. Da troppi mesi attendiamo la fine di questi lavori. Chiediamo, ancora una volta, ai signori amministratori del Comune di Sant'Antonio di Gallura, quando riprenderanno i lavori. Abbiamo, anche, bisogno di una data di ultimazione che, evidentemente, non è più quella indicata dal cartello: febbraio 2021». I disagi sono molteplici per gli abitanti che da Lu Bulioni, Lettu di Fica e San Giacomo vanno in direzione del centro abitato di Sant’Antonio di Gallura (centro madre) e oltre. Per questo, visto che la strada è interrotta, si deve allungare, passando dalla zona di Lu Palazzu.

«Così – aggiungono i residenti – si allunga il percorso di parecchi chilometri, considerato che gli abitanti delle zone interessate si spostano soprattutto per le visite mediche, per la scuola e per il lavoro. Quello che ci chiediamo è come si fa a demolire un ponte senza sapere quando inizieranno i lavori per il rifacimento di quello nuovo e senza provvedere a un'alternativa di passaggio. Chiediamo pubblicamente e cortesemente, quali provvedimenti il nostro Comune intenda adottare per risolvere il problema in tempi brevissimi. Abbiamo diritto a risposte certe e sicure».

Alcune persone raccontano di non avere la macchina e per portare i figli allo scuolabus devono chiedere ad altre persone di fare il percorso alternativo per loro.

Fino a qualche tempo fa, c'era anche una passerella pedonale ma è stata tolta, forse, per ragioni di sicurezza.

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