La Nuova Sardegna

Olbia

Sanate le irregolarità, riapre “Boutique del mar”

di Tiziana Simula
Sanate le irregolarità, riapre “Boutique del mar”

Arzachena. Inchiesta sugli abusi nelle concessioni, il gip revoca il sequestro Dieci mesi fa, insieme ad altri, il locale era finito nel mirino della Procura

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ARZACHENA. La “Boutique del mar” era finita nel mirino della Procura di Tempio che un anno fa aveva disposto una raffica di sequestri preventivi di chioschi e locali sul mare che avevano sconfinato nelle concessioni con opere abusive. Ora per il raffinato ristorante lounge bar sulla spiaggia Barca bruciata, a pochi chilometri da Cannigione, è arrivato il momento di ripartire: il gip del tribunale di Tempio Caterina Interlandi, condividendo il parere positivo del pubblico ministero Gregorio Capasso, ha dissequestrato il locale sul quale erano scattati i sigilli il 25 luglio 2020.

I proprietari e gestori dell’attività, difesi dagli avvocati Paola Puddu e Bruno Cuccu, hanno rimosso le opere abusive e ripristinato lo stato dei luoghi, sanando le irregolarità. Ottenuti i pareri favorevoli necessari dal Comune e dalla Forestale, la Procura ha, quindi, chiesto il dissequestro. Accordato dal gip. Che ha dato il via libera alla revoca del provvedimento (essendo venute meno le esigenze cautelari), e alla riapertura del locale.

Dal 1 giugno, la “Boutique del mar” sarà di nuovo operativa. «La Procura ha risposto celermente alla nostra richiesta di revoca del sequestro nonostante sia oberata di lavoro, e di questo i nostri assistiti sono grati perché consentirà loro di iniziare da subito la stagione», dicono gli avvocati Puddu e Cuccu.

Sotto accusa erano finiti l’ampliamento del parcheggio, lo scarico fognario e il taglio di macchia mediterranea. Il sequestro era stato eseguito al termine del sopralluogo degli uomini della Forestale, delegati dal procuratore Gregorio Capasso, e di un tecnico comunale. Nel corso dei mesi, gli indagati si sono attivati, anche con l’intervento di un agronomo, per ripristinare lo stato precedente, provvedendo a piantumare il verde laddove era stato tagliato, mettendo in regola lo scarico dei reflui e rimuovendo le opere abusive.

Ma quello di Cannigione, è solo uno dei locali sul mare finito al centro dei sopralluoghi e dei controlli messi in campo l’estate scorsa dalla Procura di Tempio a tutela del corretto utilizzo del demanio e del rispetto delle norme urbanistico-ambientali. Sorvegliata speciale con una maxi inchiesta voluta dal procuratore Gregorio Capasso, l’intera costa gallurese, da Porto San Paolo a Badesi, passando per la Costa Smeralda e La Maddalena, con un centinaio di deleghe affidate a Forestale, Capitaneria di porto e polizia locale dei diversi comuni galluresi che, per mesi hanno eseguito i controlli su concessioni demaniali, chioschi bar e locali sulla spiaggia.

Obiettivo: far sì che le attività turistiche sanassero subito le contestazioni e si mettessero in regola, così da poter continuare a lavorare nella legalità.

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