La Nuova Sardegna

Olbia

Festa sul lungomare a Olbia: «È la città del futuro»

Dario Budroni
Festa sul lungomare a Olbia: «È la città del futuro»

Il vecchio rione dei pescatori ora è il salotto buono degli olbiesi 

4 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La mattinata prende il via con la curiosità degli olbiesi. Le transenne vengono caricate su un camion e loro, a piedi o in bicicletta, si mettono in marcia verso la nuova piazza di granito bianco. Si guardano attorno, scattano fotografie, riscoprono il senso di comunità dopo lunghi mesi di chiusura forzata. È la città che si riappropria del suo mare. La festa è qui, nel vecchio rione dei pescatori, dove una volta c’era la caserma dei vigili del fuoco, davanti ai bar e ai ristoranti che per la prima volta scoprono il piacere di lavorare su un panorama fatto di piste ciclabili, aiuole verdi e camminamenti sul mare. Olbia cambia e la festa non può che essere grande. Dopo anni di progetti e di lavori, la città saluta così il suo nuovo lungomare. È stata l’opera più attesa degli ultimi anni. Quella che, e non solo idealmente, riavvicina Olbia al suo bene più prezioso, a quella fetta di golfo per troppo tempo snobbata e anche maltrattata.

L’inaugurazione. Il nuovo lungomare, pianificato dalla giunta Giovannelli e realizzato dall’amministrazione Nizzi, accoglie gli olbiesi ben prima dell’inaugurazione. Non poteva andare diversamente. Intitolato a Francesco Cossiga, l’opera si presenta con tre colori: il bianco del granito, il rosso della pista ciclabile e il verde delle aiuole. È il sindaco Settimo Nizzi a prendere la parola dopo il taglio del nastro. «È l’intervento di riqualificazione più importante degli ultimi venti anni» dice soddisfatto. Poi ripercorre la storia dell’opera. Parte da lontano, dal piano strategico del 2007, e ricorda quando la «precedente amministrazione» riuscì a trovare, tra il 2013 e il 2014, i soldi per il lungomare. La paternità dell’opera è uno dei temi caldi della campagna elettorale in corso. E così Nizzi, già attaccato per questo motivo, gioca un po’ d’anticipo e ricorda di essersi messo di traverso al progetto, nel 2015, quando ricopriva la carica di presidente del Cipnes: «Volevamo utilizzare i fondi del patto territoriale per le imprese. Ci spendemmo perché i soldi venissero utilizzati per ultimare la Piattaforma tecnologica europea. Prevalse la scelta di dare i soldi al Comune. Così fu. Poi ci siamo confrontati elettoralmente e siamo a oggi».

Le intitolazioni. Il sindaco elenca anche i motivi che hanno ispirato la rivoluzione della toponomastica. L’intero lungomare è stato intitolato a Francesco Cossiga (alla cerimonia era presente il figlio Giuseppe) perché è stato un sardo «benvoluto dai sardi, dagli italiani e dagli europei». E poi c’è la via dedicata a Bettino Craxi: «Bisogna ricordare le origini. Olbia è stata un’importante città socialista». Un nome, quello di Craxi, che continua a essere divisivo ma che è stato salutato con soddisfazione soprattutto da un vecchio militante socialista olbiese che, per l’occasione, si è presentato con la bandiera rossa del Psi. Infine la soppressa via della Resistenza, che ha inglobato la nuova via Redipuglia: «Per dieci anni rimarrà via Redipuglia ex via della Resistenza, come prevede la norma».

Gli ospiti. Era atteso il presidente della Regione, ma Christian Solinas non è riuscito a essere presente a Olbia. Così sono intervenuti i due assessori regionali del territorio. «È un momento importante per la comunità perché viene realizzata una riqualificazione che cambia e valorizza il volto di questa zona. Ora bisogna abbattere la sopraelevata», dice Giuseppe Fasolino, assessore alla Programmazione ed ex sindaco di Golfo Aranci «Olbia si riappropria del suo mare con un’opera che sarà il salotto della città» afferma invece Quirico Sanna, assessore agli Enti locali. La maggioranza in consiglio comunale era al gran completo e tra la folla c’erano anche diversi consiglieri di minoranza. C’erano la prefetta Maria Luisa D’Alessandro, l’ammiraglio Nunzio Martello, direttore marittimo ai tempi della pianificazione del lungomare, e tutte le autorità territoriali.

Non invitati. Non c’era però l’ex sindaco Gianni Giovannelli, che aveva guidato la giunta ai tempi della programmazione dell’opera. E non c’era neanche Massimo Deiana, presidente dell’Autorità di sistema portuale della Sardegna, che non ha preso benissimo il fatto di non essere stato invitato. «Nessuna polemica – commenta –. Siamo molto felici che le aree di cui siamo proprietari e che abbiamo concesso temporaneamente al Comune per fare i lavori siano state riqualificate. Sono invece sorpreso e quasi divertito dalla clamorosa mancanza del sindaco di non invitare chi quegli spazi, che sono demanio marittimo, li amministra».

La festa continua. Terminata l’inaugurazione e andate vie le autorità, il lungomare è stato percorso per tutta la giornata dagli olbiesi e dai primissimi turisti, che hanno anche preso d’assalto i bar e i ristoranti della zona. Il trenino dell’Aspo ha inoltre organizzato dei viaggi gratuiti tra palme e piste ciclabili, mentre di pomeriggio si è svolta una dimostrazione sull’utilizzo delle palestre verticali chiamate Jungle tree, cioè gli alberi di ferro che al posto delle foglie hanno degli attrezzi ginnici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’intervista

La ex procuratrice generale di Sassari: «La mafia si infiltra nell’isola, favorita dalla presenza dei detenuti al 41bis»

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative