Piazze, piste, giardini: I lavori proseguono sino al Molo Bosazza
Il progetto di riqualificazione dell’area non è ancora finito «E per Natale potremo fare anche un’altra inaugurazione»
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OLBIA. Il grigiore è stato cancellato. Il lungomare rivoluziona quella che è una delle zone storiche della città. Il mare conquista finalmente la scena e a valorizzarlo è una opera che è stata realizzata in oltre due anni, con alcuni rallentamenti causati dalla pandemia di Coronavirus. Ma la riqualificazione del golfo più interno non finisce qua. Nei prossimi mesi, fino a dicembre, si continuerà a lavorare per prolungare il lungomare fino all’area del molo Bosazza. Di fronte, da Mogadiscio fino a Poltu Quadu, sarà invece il progetto Iti a valorizzare un’area di grande pregio ma da sempre stretta nella morsa del degrado.
Cantiere aperto. Costato circa 8 milioni di euro, il lungomare si presenta così: larghi marciapiedi in granito, una piazza Crispi molto più ampia rispetto a quella di una volta, una pista ciclabile, aiuole verdi, alberi ancora bassi, una fontana, un monumento ai caduti rinnovato, attrezzi ginnici, un’area giochi e una passerella in legno sul mare. L’area riqualificata è quella che va dal ponte di ferro fino alla sopraelevata sud (che il Comune sogna di abbattere). A vincere l’appalto comunale era stato il Consorzio stabile sinergica. Sul posto l’impresa Apulia, la ditta esecutrice dei lavori. Il sindaco Settimo Nizzi, durante l’inaugurazione, ha ringraziato i dirigenti del Comune e anche i tecnici e gli operai del cantiere. Poi ha anche spiegato che i lavori andranno comunque avanti. «Non abbiamo terminato. Il Comune ha chiesto di utilizzare il ribasso d’asta e abbiamo messo 1 milione e 700mila euro in più per poter continuare i lavori – spiega Nizzi –. Per Natale potremo fare un’altra inaugurazione». La seconda parte del cantiere, che vale circa il 35% dell’intera opera, prevede dunque la prosecuzione del lungomare fino al Molo Bosazza e al molo Brin.
Nuova Sa Rughe. L’opera cambia il volto del rione Sa Rughe, un luogo molto caro agli olbiesi. Questo era infatti il quartiere dei pescatori, che a ridosso del mare avevano costruito le loro case. Per tanti anni piazza Crispi, con la caserma dei vigili del fuoco, è stata il cuore pulsante della zona. Qui venivano organizzate anche le feste di San Giovanni e della Madonna del mare, tradizione molto sentita ma che si è man mano persa. Il vecchio lungomare di via Redipuglia, che per tanti anni è stato anche interessato dal fenomeno della prostituzione, non rendeva certo giustizia al valore dell’area. Per questo il Comune aveva deciso di cancellarlo e costruirne uno nuovo, a misura di cittadino.
Il progetto Iti. E a proposito di mare e riqualificazione, nel frattempo prosegue anche la programmazione relativa al progetto Iti. Un piano di rigenerazione urbana e sociale che interessa i quartieri della Sacra Famiglia e di Poltu Quadu. Tra le altre cose qui sono previsti una lunga pista ciclabile, che arriverà fino all’aeroporto, e anche un parco sul mare nell’area di Mogadiscio, dove stazionano i fenicotteri. Il teatro Michelucci, mai utilizzato, sarà invece trasformato nella prima biblioteca musicale internazionale della Sardegna. (d.b.)
Cantiere aperto. Costato circa 8 milioni di euro, il lungomare si presenta così: larghi marciapiedi in granito, una piazza Crispi molto più ampia rispetto a quella di una volta, una pista ciclabile, aiuole verdi, alberi ancora bassi, una fontana, un monumento ai caduti rinnovato, attrezzi ginnici, un’area giochi e una passerella in legno sul mare. L’area riqualificata è quella che va dal ponte di ferro fino alla sopraelevata sud (che il Comune sogna di abbattere). A vincere l’appalto comunale era stato il Consorzio stabile sinergica. Sul posto l’impresa Apulia, la ditta esecutrice dei lavori. Il sindaco Settimo Nizzi, durante l’inaugurazione, ha ringraziato i dirigenti del Comune e anche i tecnici e gli operai del cantiere. Poi ha anche spiegato che i lavori andranno comunque avanti. «Non abbiamo terminato. Il Comune ha chiesto di utilizzare il ribasso d’asta e abbiamo messo 1 milione e 700mila euro in più per poter continuare i lavori – spiega Nizzi –. Per Natale potremo fare un’altra inaugurazione». La seconda parte del cantiere, che vale circa il 35% dell’intera opera, prevede dunque la prosecuzione del lungomare fino al Molo Bosazza e al molo Brin.
Nuova Sa Rughe. L’opera cambia il volto del rione Sa Rughe, un luogo molto caro agli olbiesi. Questo era infatti il quartiere dei pescatori, che a ridosso del mare avevano costruito le loro case. Per tanti anni piazza Crispi, con la caserma dei vigili del fuoco, è stata il cuore pulsante della zona. Qui venivano organizzate anche le feste di San Giovanni e della Madonna del mare, tradizione molto sentita ma che si è man mano persa. Il vecchio lungomare di via Redipuglia, che per tanti anni è stato anche interessato dal fenomeno della prostituzione, non rendeva certo giustizia al valore dell’area. Per questo il Comune aveva deciso di cancellarlo e costruirne uno nuovo, a misura di cittadino.
Il progetto Iti. E a proposito di mare e riqualificazione, nel frattempo prosegue anche la programmazione relativa al progetto Iti. Un piano di rigenerazione urbana e sociale che interessa i quartieri della Sacra Famiglia e di Poltu Quadu. Tra le altre cose qui sono previsti una lunga pista ciclabile, che arriverà fino all’aeroporto, e anche un parco sul mare nell’area di Mogadiscio, dove stazionano i fenicotteri. Il teatro Michelucci, mai utilizzato, sarà invece trasformato nella prima biblioteca musicale internazionale della Sardegna. (d.b.)
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