Il Polo per l’innovazione supera l’esame del Pnrr

Il progetto di Università, Cipnes e Comune tra i 141 ammessi alla seconda fase Investimento di 16,6 milioni per la crescita di imprese, manager e lavoratori

OLBIA. Il Polo per l’innovazione tecnologica, programmato nel distretto produttivo di Olbia, è stato ammesso dall’Agenzia per la coesione territoriale alla seconda fase per l’ottenimento dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ne ha dato comunicazione il ministero del Sud sul proprio sito. Su 240 idee presentate, 141 sono state ritenute idonee per la realizzazione di “ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno”, che sono dei centri per l’innovazione tecnologica dell’economia realizzati in collaborazione tra il pubblico e il privato. Come annunciato dal Cipnes sul proprio sito, a disposizione ci sono 350 milioni, suddivisi in 70 milioni all’anno dal 2022 al 2026. Ora i progetti ammessi andranno alla procedura negoziale: entro il 25 febbraio i proponenti dovranno presentare la domanda di finanziamento all’Agenzia per la Coesione territoriale, allegando la progettazione dell’investimento e l’analisi costi e benefici.

Il polo strategico del Cipnes. Tra questi progetti, dunque, ci sarà il “Polo strategico per l’innovazione, il trasferimento tecnologico e lo sviluppo del territorio” di Olbia. Elaborato dall’Università di Sassari come soggetto proponente e dai partner Cipnes Gallura, consorzio universitario UniOlbia e Comune di Olbia, il polo è stato pianificato accanto alla Pte (Piattaforma tecnologica europea) e Olbi@ in Lab. Tutti in costruzione a Cala Saccaia, nel distretto produttivo di Olbia del Cipnes. L’investimento è di 16,6 milioni. L’obiettivo è quello di guidare e accompagnare le micro, piccole e medie imprese di Olbia, della Gallura e del nord Sardegna nella transizione digitale dell’economia, innovando beni prodotti, servizi erogati, gestione della produzione e delle distribuzione, marketing e comunicazione.

Centro di eccellenza. Per Olbia e per tutto il territorio della Gallura e del nord Sardegna significa avere un centro d’eccellenza, guidato dall’Università di Sassari, fondamentale per potenziare il sistema produttivo nell’era dell’economia digitale. Che si tratti di imprese manifatturiere, della nautica, dell’agroalimentare, del turismo, il polo per l’innovazione, grazie alla collaborazione con partner internazionali, sarà in grado di fornire idee e sistemi all’avanguardia, rendendo ancora più attrattiva la destinazione Gallura e il distretto produttivo del Cipnes Gallura. «Grandi opportunità di crescita sono previste anche per lavoratori e professionisti – spiegano dal Cipnes, il Consorzio industriale del nord est Sardegna –. Nel polo sono programmate due azioni. Primo: attività di formazione di manager pubblici e privati, imprenditori e lavoratori delle micro, piccole e medie imprese attive nei settori strategici per l’economia del territorio. Più attività di attrazione e promozione di “dottorati di ricerca industriali” per valorizzare figure professionali di alto profilo scientifico».

La ministra Carfagna. «Con questo avviso vogliamo realizzare due finalità – ha spiegato il ministro per il Sud, Mara Carfagna –. Da una parte, premiamo le competenze e la creatività dei centri di ricerca meridionali, che possono collaborare con aziende, amministrazioni e altri soggetti per elaborare soluzioni innovative e creare effetti positivi sia in campo economico che sociale. Dall'altra, abbiamo scelto di finanziare progetti che avranno sede in luoghi non sufficientemente valorizzati delle città del Sud, così da aiutarne la rinascita».

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