La pandemia non ferma la ricerca

Tante le indagini concluse da Eurispes Sardegna. Nel 2021 attenzione puntata su scuola e anziani

TEMPIO. È stato un 2021 contrassegnato da numerose attività quello che Eurispes Sardegna può archiviare con soddisfazione. Farà da appendice a molti dei progetti di ricerca conclusi la presentazione pubblica dei risultati in programma nelle prossime settimane.

«Giusto il tempo – fa presente il direttore di Eurispes Sardegna, Gerolamo Balata – di mettere a fuoco il calendario, tenendo conto del rispetto delle condizioni imposte dalla pandemia». Il 2022 ospiterà così una coda di quello che è stato fatto nell’anno precedente che potrà venire definitivamente archiviato, ma solo dopo essere stato passato attentamente al vaglio. Malgrado l’emergenza sanitaria, che, per un ente votato alla ricerca e alla comprensione del presente come l’Eurispes, è stata e continua semmai a essere un’occasione da valorizzare.

«La pandemia – spiega Balata – ci ha obbligati a vedere oltre gli aspetti negativi, anche quelli per così dire positivi, come la scuola alle prese con la dad. Abbiamo incentrato le attività di ricerca sulla parte più debole della società: anziani e studenti. E lo abbiamo fatto aprendo un focus all’interno delle scuole sarde con proposte che sono state approvate dall’assessorato regionale alla Programmazione e sottoposte anche a quello dell’Istruzione». Sono veramente tante le tante ricerche i cui dati sono stati già presentati e quelle di cui a giorni si conosceranno i risultati. Nel nutrito elenco delle numerose cose fatte da Eurispes Sardegna nel corso del 2021 vanno assolutamente ricordate l’analisi socio-economica sul nord-est della Sardegna, le ricerche sul cyberbullismo nelle scuole, gli effetti della ludopatia e l’indagine sulla condizione di vita degli ultra 65enni sardi durante il Covid. In corso di realizzazione sono invece le ricerche sulla ricettività alberghiera ed extra alberghiera, il trasporto marittimo e aereo, autonoleggio e mobilità interna, il sughero come risorsa ambientale e industriale, politiche regionali e cambiamenti climatici, giovani e rete, dad e dispersione scolastica, la criminalità organizzata in Sardegna, il mondo del volontariato regionale di fronte alla crisi pandemica.

Il lavoro di Balata e del suo team (sociologi, analisti, ricercatori, statistici) fa sì che quello sulla Sardegna sia uno dei dossier più corposi conservati all’interno della piattaforma nazionale Eurispes che raccoglie i dati di tutte le attività di ricerca. Al vertice si trovano le due figure del presidente nazionale, Gian Maria Fara, e della direttrice dell’Istituto e coordinatrice del rapporto Italia, Susy Montante, ai quali compete la supervisione di tutti i progetti di ricerca.

L’Eurispes Sardegna può contare anche sui due assessorati regionali che ne stimolano la proficua interlocuzione: Programmazione e Bilancio guidato da Giuseppe Fasolino e Cultura, Istruzione e Spettacolo di Andrea Biancareddu. Importante è anche il ruolo svolto da Fabio Tore, responsabile Ricerca e Innovazione del Centro Regionale di Programmazione, vero interfaccia operativo di Eurispes Sardegna.

Da mettere nel conto dei successi di Eurispes Sardegna sono anche le collaborazioni con associazioni e studiosi che ne condividono le finalità, come l’economista Carlo Marcetti, l’antropologo Bachisio Bandinu, Mattia Pericu, presidente del Cif e il Csv Sardegna Solidale di Giampiero Farru.

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